L'arte del vetro a Treviso, da Italo a Marco Varisco

L'omaggio del vignettista trevigiano Beppe Fantin

Recuperando l'antica tradizione dei maestri vetrai, e probabilmente dal più antico antenato, Varisco Varischi, Marco, per primo, sperimenta (anni '30) la tecnica dell'incisione su vetro che tramanda al figlio Italo, insieme al rispetto e all'amore per il mistero della terra e del fuoco che si trasformano in materia. Maestro vetraio, negli anni '40 viene premiato alla Scuola Sperimentale del Vetro di Murano. Si trasferisce, in seguito, da Murano all'entroterra di Venezia, a Treviso, fra "acque quiete" e l'incerta lucentezza di superstiti "affreschi di facciata", dove inizia la splendida avventura creativa del figlio Italo. Dimenticare la tradizione in cui Italo ha attinto a piene mani, sarebbe ingiusto soprattutto per chi applicò per primo questa tecnica di incisione del vetro. Stiamo parlando di papà Marco, premiato con medaglia d'oro assegnata alla scuola sperimentale del vetro di Murano nel 1938 - 1941, così che ancora in anni lontani sperimentava questa arte svelandone il segreto al figlio Italo. Italo Varisco nato a Murano, cresciuto nella bottega del padre, Marco, è solo semplicemente un grande artista che ha saputo capire e dominare il vetro. Ogni giorno si ripete il miracolo della nascita dell'opera fatta a mano che esprime una condizione dello spirito Marco Varisco. Erede della tradizione familiare, del nonno Marco e del padre Italo ha conservato l'insegnamento e la tradizione, pur giovane, sembra ben rappresentare la continuità della famiglia dei maestri vetrai unendo, con gentilezza e talento, antiche formule con nuova fantasia ed entusiasmo. Marco Varisco è un appassionato del suo lavoro; a 13 anni sapeva già lavorare (ha inciso da solo le bomboniere per la sua Cresima); dopo la terza media ha frequentato scuole serali private di disegno. La sua fortuna è stata che ha potuto lavorare sia con il nonno che con il padre imparando due tecniche artigianali diverse. Crescendo, Marco è diventato un collaboratore sempre più insostituibile per il padre sia in termini di creatività che di realizzazione; infatti l'idea più o meno precisa del cliente deve essere rielaborata dall' autore del pezzo che ne interpreta i contenuti originari realizzando l'opera in ragione della propria sensibilità. Le tre generazioni sono presenti al Museo del Vaticano: il nonno ha prodotto per il Papa la lampada votiva che si trova nella Cappella Sistina, Italo il piatto con l'Albero della Vita, Marco ha inciso su un piatto il Sottoportico dei Buranelli. Ora Marco lavora a tempo pieno con il padre e insieme hanno prodotto opere per il Sindaco di New York, il re e la regina di Spagna, Bill Clinton.

Beppe Fantin

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