Nuovo codice appalti, Bassani: “Un occhio di riguardo per le piccole imprese”

La misura che caratterizza positivamente il nuovo codice, sottolinea il presidente degli edili di confartigianato imprese Bassani, è il pagamento diretto della pubblica amministrazione al subappaltatore

TREVISO "Un provvedimento molto atteso che finalmente ha un occhio di riguardo verso le piccole imprese e l’artigianato”. Con queste parole il presidente degli edili di confartigianato imprese Marca Trevigiana e del Veneto, Paolo Bassani ha accolto l’emanazione del nuovo codice dei contratti d’appalto da parte del consiglio dei ministri. Una disposizione che tende a semplificare le procedure in materia di appalti riducendo ad un terzo gli articoli, oggi 227.

In attesa di conoscere nel dettaglio le disposizioni del decreto varato dal Governo, il presidente Bassani dà quindi un giudizio positivo alla riforma "E' una grande opportunità -afferma- perché con questo nuovo testo si vanno a privilegiare nelle gare le micro imprese che sono in maggior parte artigiane. Con l'esclusione del ricorso al solo criterio del massimo ribasso per le gare ad alta intensità di manodopera infatti, finalmente si garantisce una maggiore qualità dell'opera e una maggiore accessibilità agli appalti da parte delle piccole imprese”.

“Molto importante per noi artigiani risulta anche essere la suddivisione in lotti dell’opera da appaltare - continua a Bassan i- nonché il tentativo di ridurre al massimo il contenzioso sulle gare. Senza dimenticare la restituzione alle imprese della libertà di scelta del contratto da applicare, misure premiali per i concessionari che coinvolgano le Pmi negli appalti, l’applicazione dell’istituto dell’avvalimento e la riduzione degli oneri documentali a carico delle imprese in un'ottica di semplificazione”.

“La misura che però caratterizza, positivamente, il nuovo codice – sottolinea il presidente - è il pagamento diretto della Pubblica Amministrazione al subappaltatore dando così sicurezza alle piccole imprese artigiane che spesso lavoro in subappalto per le grandi imprese e che di frequente, in questo periodo di crisi, sono coinvolte da concordati preventivi o da mancati pagamenti per i fallimenti delle imprese più grandi per cui lavoravano”.

“A questo punto – conclude Bassani - ci auguriamo che l’ANAC, l’autorità che sovraintende agli appalti pubblici, stenda al più presto la Soft Law, con le regole fondamentali che andranno a sostituire il vecchio ed eccessivamente burocratico regolamento appalti e speriamo che questo avvenga con il massimo coinvolgimento della nostra Confederazione per avere la certezza di regole procedimentali chiare e trasparenti.”

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