Confcommercio Treviso: bilancio stabile a fine anno, per il 2020 si punta sul turismo

Il presidente Carparo: «Siamo la prima provincia ad aver introdotto il protocollo integrativo anticipando lo sviluppo, ora occorre inquadrare l’e-commerce e le sue professioni»

In foto un momento della conferenza

Il terziario trevigiano chiude il 2019 con una sostanziale stabilità. Oltre il 40% degli associati intervistati da Ascom-Confcommercio Treviso conferma vendite e fatturati stabili rispetto allo scorso anno.

Mentre il commercio tradizionale soffre e tende a contrarsi, turismo e servizi presentano performance più positive e tendenze ottimistiche che spaziano tra il 24% ed il 26%. Per quanto riguarda le aspettative 2020, il turismo esprime prospettive di miglioramento (36,8%) più dei servizi (28,6%) e del commercio (14,5%). Se lo scenario degli anni post-crisi appare coerente con le previsioni: ovvero crescita moderata, sobrietà nei consumi, ricordi lontani degli acquisti pre-crisi e prudenza nelle famiglie, lo sviluppo sembra correre sul filo del web perché, nonostante la debolezza dei segnali di crescita, commercio, servizi e turismo dimostrano di aver saputo accogliere la sfida digitale: il 40% circa utilizza entrambi i canali ed i consumatori dimostrano il giusto grado di evoluzione sia verso le scelte di acquisto, improntate ad informazione ed esperienza, sia verso  i pagamenti, per oltre il 60% tracciati. 

«In sostanza - spiega il presidente di Confcommercio Treviso Federico Capraro – è in atto una terziarizzazione dell’economia, il commercio che c’è, resiste perché ha fatto una scelta di qualità e di servizio, ma occorrono sostegni specifici ed Amministrazioni attente. Ogni punto vendita è un presidio attivo per la comunità e, con la popolazione che invecchia, ogni chiusura diventa un disservizio per la popolazione. Il turismo si conferma essere il driver del territorio, e lo stiamo dicendo ormai da 5 anni. E’ il comparto destinato a cambiare la vocazione territoriale per il quale Confcommercio, congiuntamente alle parti sociali, ha predisposto per tempo l’impianto contrattuale necessario improntato alla flessibilità. Ci eravamo attrezzati per gestire il picco dell’adunata degli alpini, ma in realtà abbiamo avviato il processo di cambiamento che ora si sta palesando. Il protocollo integrativo provinciale firmato a suo tempo, ora rinnovato, permette alle aziende di continuare ad impiegare personale con contratti part- time in deroga a limiti di orario settimanale. A questo si aggiunge che abbiamo contribuito, proprio quest’anno, alla nascita dell’Its a Villorba dedicato a formare le figure professionali del turismo. Ora, lo sguardo è diretto al digitale e, se è vero che il livello di digitalizzazione del terziario trevigiano è buono ed in crescita, è altrettanto vero che va accompagnato anche dal punto di vista contrattuale ed occorrerà inquadrare, in un contesto normativo dignitoso e coerente, tutta la gamma di professioni legale all’e-commerce, ai social ed alle vendite digitali che attualmente manca completamente. Questo è un appello che rivolgo alle parti sociali per non lasciare scoperte grandi fasce di lavoratori (fotografi, redattori, fattorini) che con l’e-commerce potrebbero trovare una fonte di reddito regolare o integrativa».

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