BCC Monsile ha ospitato una tavola rotonda con imprese locali che applicano il welfare aziendale

Un confronto organizzato insieme a Edenred, società leader nell'offerta di piani personalizzati di Welfare aziendale, ossia tutte quelle iniziative che un'organizzazione può offrire ai dipendenti per aumentare il loro benessere e favorire la conciliazione fra vita lavorativa e privata.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Da azienda a azienda. BCC di Monastier e del Sile, con il coordinamento di Edenred, mercoledì sera 26 giugno ha messo intorno allo stesso tavolo tre aziende locali che hanno già implementato con successo un sistema strutturato di Welfare aziendale per i dipendenti e una quarta impresa che ci sta seriamente pensando. Tutte e quattro le imprese hanno accettato di raccontare la loro esperienza ad un pubblico di circa un centinaio di colleghi imprenditori. C'è chi investe sui rimborsi per trasporto pubblico, assistenza agli anziani e istruzione dei figli dei dipendenti; chi provvede a versamenti aggiuntivi in servizi di previdenza complementare o sanità; chi concede dei voucher per palestra, formazione, buoni acquisto (per carburanti, alimentari, abbigliamento), baby sitter o asilo nido, per viaggi, cultura o istruzione. “Noi per primi, come banca – hanno spiegato Arturo Miotto e Alessandro Darsiè, direttore generale e responsabile operations di BCC Monsile – abbiamo sperimentato la bontà e l'efficacia di un piano interno di Welfare aziendale. La scelta di proporlo anche a imprese socie e clienti, è stata pressoché naturale. La definizione di Welfare aziendale non è univoca, è piuttosto un 'vestito su misura' che attiene alla sfera del benessere condiviso dei dipendenti. Per questo ci piaceva l'idea che a raccontare il Welfare reale fossero proprio aziende del territorio che come noi ne hanno fatto esperienza. In particolare, già da alcuni mesi offriamo questo tipo di servizi a imprese socie e clienti, per il tramite di Edenred, società leader in piani di Welfare aziendale”.

Prima delle testimonianze dirette delle quattro aziende ospiti (Skillmax di San Biagio di Callalta, ORG Numeri di Villorba, Save di Venezia e Sonepar di Padova), un approfondimento sul tema lo hanno fatto Francesco delli Falconi (dottore commercialista, esperto di consulenza fiscale per la gestione delle risorse umane) e Alessia Carradore (responsabile commerciale di Edenred), moderati dal giornalista esperto di mercato del lavoro Filippo Di Nardo. Il commercialista Francesco delli Falconi ha messo in guardia sul tema degli sgravi fiscali e contributivi legati al Welfare aziendale. “Siamo tutti d'accordo sul fatto che il Welfare aziendale sia un concetto nobile, che motiva e supporta i collaboratori, aumentandone la produttività, ma dobbiamo tenere conto della norma quando andiamo a considerare aspetti fiscali e contributivi. Su questo, la norma è molto precisa, ad esempio sul modo in cui un determinato servizio può essere erogato o meno in regime di sgravio fiscale”. Alessia Carradore di Endered ha spiegato come “cruciale sia la comunicazione e la divulgazione che viene fatta su questi temi. Innanzitutto con le imprese che decidono di adottare determinati piani, in seconda battuta con i dipendenti, che devono essere adeguatamente supportati nella fase di erogazione del servizio, per capire i suoi vantaggi, come funziona e come usufruire dell'offerta. Ecco perché come società cerchiamo di adottare soluzioni il più semplici possibile, facilmente fruibili anche da un normale smartphone, tenuto conto dei differenti bisogni che le persone manifestano nelle diverse fasce d'età. Banalmente, a un giovane non interessano gli stessi servizi che attraggono una persona vicina alla pensione”. Roberta Mazzon di Skillmax di San Biagio di Callalta, giovane azienda che si occupa di contract di lusso, ha spiegato che “l'unica difficoltà nel diffondere il piano di Welfare nella nostra struttura è stata la scarsa dimestichezza di alcune persone nell'utilizzo del PC.

Nel complesso, siamo molto entusiasti del progetto”. In Save, la società dell'aeroporto di Venezia che ha un totale di 1.200 dipendenti e già dal 2012 ha iniziato a utilizzare i premi di risultato, Alessandra Merolli ha sottolineato come “i collaboratori gradiscano soprattutto i rimborsi in materia di spese mediche e di istruzione per i figli. In particolare, notiamo come le nuove generazioni di millenial siano molto sensibili alle questioni del welfare e alla presenza in azienda di un accademy”. Ha inoltre descritto il ruolo della consigliera di fiducia per prevenire eventuali problematiche di discriminazione o di mobbing. Elisa Bortolozzo di Sonepar Italia, leader nella distribuzione di materiale elettrico, ha dichiarato: “Nella nostra azienda, di circa 1.500 dipendenti, il Welfare viene applicato come forma di liberalità. Ad oggi registriamo una buona percentuale di adesione fra i collaboratori”. Federica Polloni, co-titolare della società di servizi e consulenza ORG Numeri e da poco anche presidente di Confapi Treviso, ha portato l'attenzione dei presenti “sui bisogni della piccola e medio impresa, per la quale le politiche di Welfare aziendale possono essere un buon modo per prendersi cura dei propri collaboratori. Benessere personale che poi, necessariamente, si trasforma in attenzione e cura per il cliente finale”.

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