Bonus facciate, la CNA: «Serve una task force pubblico-privato per sfruttarlo davvero»

La mancanza di liquidità, le regole, ormai obsolete, del codice civile (che impone la maggioranza assoluta nelle assemblee condominiali), ma anche la scarsa conoscenza delle possibilità offerte dal mercato, potrebbero giocare a sfavore di quanto introdotto dalla legge di Bilancio 2020

«Dare vita al più presto a una task force pubblico-privato per sfruttare le possibilità derivanti dal Bonus facciate». A pochi giorni dall’entrata in vigore della misura che introduce il 90 per cento della detraibilità delle spese sostenute per la sistemazione, sia di singoli edifici che di condomini, la CNA del Veneto lancia l'allarme. Il Presidente Alessandro Conte guarda in primis al ruolo dei Comuni: «E' necessario coinvolgere le pubbliche amministrazioni che potranno usufruire in maniera diretta della novità, riqualificando aree degradate dei propri territori, ma anche sostenere, attraverso incentivi comunali o ulteriori detrazioni, l’utilizzo da parte dei privati. Lo stesso dicasi per la Regione che potrebbe stanziare ulteriori fondi. Siamo convinti che solo lavorando in stretta sinergia tra amministrazioni, imprese, soggetti finanziari e amministratori di condominio, si potranno ottenere i risultati attesi». 

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Secondo i rappresentanti veneti del settore artigiano la mancanza di liquidità, le regole, ormai obsolete, del codice civile (che impone la maggioranza assoluta nelle assemblee condominiali), ma anche la scarsa conoscenza delle possibilità offerte dal mercato, potrebbero giocare a sfavore di quanto introdotto dalla legge di Bilancio 2020. Eppure sul fronte delle ristrutturazioni e dell’efficientamento energetico in Veneto c’è molto da fare. Secondo i dati dell’Istat Il 52% del patrimonio edilizio totale, vale a dire 435mila edifici (circa 1milione di abitazioni) è stato costruito tra il 1945 e il 1981 con bassi standard qualitativi e alti consumi energetici. A questi vanno aggiunti 45mila edifici inutilizzati.  Inoltre oltre 250mila abitazioni sono, sempre secondo l’Istat, in stato mediocre o pessimo di conservazione, e necessitano di riqualificazione strutturale, oltre che energetica. Solo riqualificando queste ultime si stimano investimenti per 17 miliardi e la creazione di 17mila posti di lavoro.

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