Crisi alla "Stiga", firmato accordo sindacale: sono 97 gli esuberi

Apertura della Cigs e incentivi per i lavoratori coinvolti dai tagli. Negli stabilimenti di Castelfranco e di Resana sono attualmente impiegati 630 dipendenti

La sede di Stiga

Oggi dopo una lunga trattativa, giovedì 18 luglio, le organizzazioni sindacali Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil di Treviso, unitamente alle RSU, riunite alla direzione del lavoro della Regione del Veneto, hanno definito con la direzione aziendale della Stiga di Castelfranco Veneto, un accordo sindacale che prevede la gestione della crisi industriale e della tenuta occupazionale nei siti produttivi di Castelfranco e di Resana, nei quali sono attualmente impiegati 630 dipendenti. La direzione aziendale nel quadro di un piano industriale di natura conservativa ha comunque previsto un esubero di 97 lavoratori.

Le Sigle sindacali con le RSU hanno previsto una gestione di detti esuberi attraverso lo strumento della Cigs, oggi definito nel periodo medio lungo 2019/2020, e che la condizione per la cessazione del rapporto di lavoro sia la volontarietà, con incentivi al personale full time variabili dai 30mila ai 35mila euro e riproporzionati per i part time, oltre all’utilizzo degli ammortizzatori disponibili Cigs e Naspi. La concentrazione delle attività produttive nel sito di Resana sarà, inoltre, oggetto di attento monitoraggio da parte delle RSU, che auspicano l’avvio di una fase di ricerca e sviluppo di nuovi prodotti a sostituzione di quelli oggetto di esternalizzazione, non più fonte di risultato economico e tecnologicamente datati.

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