Sgambaro ottiene il Patent box: «Orgogliosi del riconoscimento del valore dei nostri 4 marchi»

Grazie all'accordo siglato con l’Agenzia delle Entrate l’azienda, giunta ormai alla terza generazione, può ora contare sull’agevolazione fiscale che permetterà, nel prossimo quinquennio, di investire sempre più nella ricerca e sviluppo dei prodotti

L’azienda, attiva da 70 anni nella produzione della pasta con sede a Castello di Godego, ha sottoscritto venerdì scorso l’accordo di Patent box, il regime di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzazione di alcune tipologie di beni immateriali, quali know how, marchi e brevetti. “Si tratta di un riconoscimento del valore dei 4 marchi aziendali firmati Sgambaro, Jolly, Grano duro italiano e Il Bio che voglio io” che ci rende orgogliosi”, spiega il presidente Pierantonio Sgambaro. Il pastificio con mulino integrato all’impianto di produzione, tra i simboli di Castello di Godego, risulta infatti tra le prime aziende del comparto alimentare a livello regionale ad aver siglato l’accordo con l’Agenzia delle Entrate per il Patent box. Grazie al riconoscimento dei marchi, di cui i consumatori percepiscono il valore aggiunto, Sgambaro otterrà ora un importante beneficio fiscale da dedicare all’ulteriore sviluppo dei brands. L’agevolazione incentiva infatti gli investimenti aziendali in attività di ricerca e sviluppo che caratterizzano l’impresa, indirizzate alla valorizzazione e differenziazione dei prodotti Sgambaro nel mercato.

«Tre anni fa, quando la legge di stabilità del 2015 ha previsto la possibilità di determinare il valore del marchio in termini di qualità percepita dai consumatori, abbiamo subito presentato l’istanza all’agenzia delle Entrate per ottenere le connesse agevolazioni accordate dalla normativa»: spiega la Chief Financial Officer Chiara Favaro. «Insieme all’Agenzia delle Entrate, assistiti dallo Studio Pietrobon & Associati di Castelfranco Veneto, abbiamo collaborato in questi tre anni per definire un sistema in grado di quantificare l’impegno di Sgambaro nella produzione di prodotti di qualità che rendono i nostri marchi distinguibili, apprezzati e riconosciuti in modo inequivocabile». Tra i principi ispiratori che hanno permesso all’azienda di ottenere il riconoscimento c’è l’utilizzo di solo grano duro italiano: Sgambaro è infatti la prima azienda in  Italia ad aver prodotto pasta con 100% grano italiano e ad aver ottenuto la Certificazione di prodotto (nel 2003). Ma c’è anche l’impronta ecologica leggera attraverso certificazione EPD, Environmental Product Declaration per la salvaguardia e sostenibilità dell’ambiente che si unisce al  controllo della filiera di produzione. 

I NUMERI DI SGAMBARO Con una produzione di oltre 13 mila tonnellate, il pastificio a fine 2017 ha registrato un fatturato di 20 milioni di euro, mantenendo stabile la produzione nell’ultimo triennio. E nel 2018 i dati dell’azienda sono in controtendenza: rispetto al calo del 6 per cento per i produttori di pasta che operano nel triveneto , Pasta Sgambaro è in crescita del 6,7 per cento. Leader nella produzione a chilometro zero, con il 90 per cento dei chicchi coltivati in 5 mila ettari nella Pianura Padana, Sgambaro produce ben 6  linee di pasta biologica, risultando il primo pastificio ad aver introdotto oltre 10 anni fa la pasta Kamut nella grande distribuzione. “Il controllo della filiera è al centro della nostra filosofia aziendale”, sottolineano da Sgambaro. Da oltre 30 anni il pastificio, che impiega 50 dipendenti, mantiene rapporti diretti con gli agricoltori, premiandoli sulla qualità della materia prima. E nel 2017 ha arricchito l’offerta lanciando tre novità biologiche : Farro Monococco ( il progenitore di tutti i grani con i suoi 10 mila anni di storia), Grano Senatore Cappelli e Farro Lenticchie e Quinoa, che ha ben il 18 per cento di proteine avvicinandosi ad un pasto a base di carne con un basso indice glicemico. All’avanguardia, il pastificio ha anticipato i tempi: «Da 20 anni su tutte le confezioni scriviamo l’origine dei nostri grani, che sono integralmente italiani- spiega il presidente Pierantonio Sgambaro- rispettando l’obbligo di indicare il Paese d’origine e di molitura già prima che entrasse in vigore». Tra i punti di forza, la produzione di pasta biologica, che incide per oltre il 50 del fatturato, la continua ricerca dal packaging alle materie prime e una filosofia aziendale vocata alla sostenibilità in tutte le sue sfaccettature .

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