Cassa integrazione: «A noi danno solo 5 giorni, lo Stato ce ne ha messi 40»

La denuncia della Cna Treviso. Venerdì scorso, 38 giorni dopo l’entrata in vigore del decreto Rilancio, sono intanto stati stanziati i 258 milioni di euro a beneficio della Fsba

Mattia Panazzolo

Circolare Inps sulla cassa integrazione, i centri servizi delle associazioni di categoria sono in rivolta. «Lo Stato si è preso 40 giorni di tempo per emanare la circolare, a noi danno 5 giorni di tempo per fare tutto il lavoro» protesta Mattia Panazzolo, direttore di Cna Treviso.

Sabato 27 giugno è uscita la circolare Inps numero 78, la prima di tre previste, che rende (solo in parte) operative le ulteriori 9 settimane di cassa integrazione Covid-19 introdotte dal Decreto Rilancio. Dal 17 maggio (data di pubblicazione in GU del Decreto Rilancio) al 27 giugno (emanazione della prima circolare operativa Inps) sono passati ben 40 giorni. Agli intermediari si dà invece tempo solo fino al 3 luglio per presentare alcune tipologie di domande per conto delle aziende. Per ovviare ai ritardi nei pagamenti, il Decreto rilancio ha introdotto un farraginoso meccanismo di "anticipo del 40% della cassa integrazione" al lavoratore. In sostanza l'Inps paga il 40% della cassa integrazione al lavoratore prima ancora di verificare e approvare l'intera domanda presentata dall'azienda, con l'intento di accelerare i tempi. La circolare 78, che disciplina operativamente come gestire questo anticipo, assegna ora per questa casistica agli intermediare il termine del 3 luglio per la presentazione delle domande. Quindi, lo Stato si prende 40 giorni per rilasciare istruzioni operative, non ancora complete, mentre gli intermediari devono fare tutto in 5 giorni lavorativi.

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«In questi mesi, pur evitando di sparare sull’Esecutivo ma cercando di dare il nostro contributo responsabile, abbiamo sempre contestato il troppo tempo intercorrente tra l’annuncio di ogni misura, l’entrata in vigore della medesima e le  istruzioni operative – denuncia Mattia Panazzolo - A farne le spese, oltre ai lavoratori e ai cittadini, sono gli intermediari come i nostri centri servizi, che da qualunque annuncio vengono tartassati di richieste non attuabili fintanto che non arrivano le istruzioni operative. Poi, quando finalmente arrivano, ci danno pochi giorni per produrre montagne di carte». Per Cna, l’emergenza Covid-19 non sarà passata invano se la burocrazia italiana correggerà le storture che la caratterizzano da sempre e mettono in evidenza lo scarso rispetto per le altre articolazioni del sistema, nonostante siano essenziali per la buon riuscita degli interventi. «È un’occasione straordinaria perché niente rimanga come prima – conclude Panazzolo – come ha auspicato anche il Capo dello Stato nel suo discorso a Bergamo nel ricordare le vittime del Coronavirus». Venerdì scorso, 38 giorni dopo l’entrata in vigore del decreto Rilancio, sono intanto stati stanziati i 258 milioni di euro a beneficio della Fsba, la cassa integrazione per gli artigiani, erogata dagli enti bilaterali. In attesa di sapere quale sarà la quota stabilità per il Veneto, non resta anche in questo caso che sottolineare i ritardi. «Questa tempistica non è ragionevole né rispettosa delle impellenti necessità di chi è da mesi senza stipendio – aggiunge il direttore di Cna – L’auspicio è di non dover attendere altri 38 giorni per ogni accredito successivo».

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