Colline Unesco, si è insediato il Comitato tecnico-scientifico

Cerimonia ufficiale a Palazzo Balbi alla presenza dei vertici dell'associazione per il patrimonio delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene

Scorcio di Collagù, in località Farra di Soligo. Più sotto Marina Montedoro

«Le colline di Conegliano e Valdobbiadene non sono solo il più recente degli 8 siti Unesco del Veneto, ma devono diventare il sito-laboratorio per la tutela del paesaggio e del territorio e il centro di coordinamento della rete dei patrimoni Unesco del Veneto, regione che vanta il primato dei patrimoni dell’umanità tra i 55 italiani».

A dirlo è il presidente del Veneto, Luca Zaia, durante la cerimonia di insediamento a palazzo Balbi del Comitato tecnico scientifico per le Colline Unesco, alla presenza dei vertici dell'associazione per il patrimonio delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Una riunione già operativa, perché il Comitato tecnico-scientifico (presieduto da Amerigo Restucci, già rettore dello Iuav di Venezia, e composto da Mauro Agnoletti, Giuseppe Blasi,. Enzo Miceli, Vasco Boatto e Ugo Soragni) e l'associazione guidata da Marina Montedoro, hanno già messo in cantiere le attività future per la valorizzazione del paesaggio del sito Unesco, e in particolare il piano di gestione dell’area Unesco che dovrà coordinare tutte le pianificazioni per conservare l’integrità dei valori della candidatura Unesco e promuovere lo sviluppo integrato delle risorse dell’economia locale.

944-2020 Marina Montedoro Associazione Colline Unesco-2

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«La Regione Veneto ha investito da oltre dieci anni in questa candidatura e vuole continuare a investire sulla gestione del valore paesaggistico e antropico delle colline della Sinistra Piave - ha affermato Zaia - Le colline saranno un museo ‘open air’ del patrimonio naturalistico e antropico, una occasione di alta valorizzazione dei valori identitari del territorio e della sua gente. Ricordo che le Colline del Prosecco sono l’unico paesaggio agricolo che ha ottenuto il riconoscimento di ‘patrimonio dell’umanità’ per i suoi straordinari valori identitari di ‘agricoltura eroica’, le singolari caratteristiche paesaggistiche, dai ciglioni alle rive, la ricchezza della sua storia e dei suoi insediamenti: la presenza dell’uomo in queste colline è elemento di vanto e di qualificazione del paesaggio. Ringrazio il comitato tecnico scientifico per il suo prezioso supporto e il suo lavoro: il piano di gestione del sito sarà il biglietto da visita internazionale e dovrà essere di altissimo livello. Le Colline di Conegliano e Valdobbiadene non saranno i ‘parenti poveri’ dello Champagne o delle Langhe o di altri paesaggi vitivinicoli: il sito è costituito sì da vigneti storici e ‘agricoltura eroica’, ma anche da boschi e verde incontaminato, oltre il 50% del territorio è boscato. Dovremo riqualificare qualche punto ‘grigio’ dell’area – ha ammesso Zaia - ma a livello europeo ci sono gli strumenti ‘ad hoc’ per intervenire. E la Regione Veneto, dal canto suo,  si è già dotata degli strumenti di pianificazione per intervenire, valorizzare l’architettura rurale esistente e sanare gli interventi meno in linea con la bellezza del paesaggio e la vocazione dell’area». Dalla nomina delle Colline trevigiane nella ‘world list’ dei beni Unesco, lo scorso anno a Baku, la Regione ha già provveduto a normare la pianificazione territoriale per i 29 comuni della ‘core’ e della ‘buffer zone’ (norme aggiornate dal Consiglio regionale la settimana scorsa con elementi di salvaguardia nel disciplinare) e ad inserire la promozione del sito nel Piano strategico del turismo veneto, calendarizzando iniziative e relativi impegni di spesa. Il piano prevede, appunto, campagne promozionali mirate, la formazione di guide e professioni turistiche locali, il coinvolgimento dei residenti nella promozione e valorizzazione turistica, la costituzione di info-point e iniziative per promuovere la cultura dell’accoglienza diffusa. «La strada giusta è proprio questa» Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso, saluta con soddisfazione l’insediamento odierno del  Comitato tecnico scientifico delle Colline del Prosecco. «Un grazie al Presidente della Regione Veneto Luca Zaia per la sua determinazione anche oggi che il sogno si è avverato e cioè che le nostre colline sono patrimonio Unesco. Il nostro augurio di buon lavoro a tutto il Comitato Scientifico e alla presidente Marina Montedoro  – aggiunge Polegato – Sono pienamente d’accordo sul definire l’operazione come  un sito laboratorio per la tutela del paesaggio e del territorio della rete dei patrimoni Unesco del Veneto. Un’area laboratorio che si pone in piena adesione con le nuove linee operative tracciate dalla Commissione europea dove la strategia di filiera dal produttore al consumatore è pensata e sviluppata all'insegna della sostenibilità».

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