Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG: la storia di un successo che ha trasformato l’impegno in valore

La Denominazione gode di ottima salute: le vendite all’estero continuano a espandersi, le case spumantistiche aumentano, crescono i dipendenti del settore e si sta vivendo un ricambio generazionale caratterizzato da un’importante presenza femminile

SI è tenuta giovedì la presentazione del Rapporto economico annuale 2018, curato come di consueto dal CIRVE, Centro Studi di Distretto di Conegliano Valdobbiadene e coordinato scientificamente dal Cirve dell’Università di Padova. I dati raccolti e sintetizzati regalano soddisfazioni al Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore che legge con orgoglio la crescita del valore, in particolare all’estero, del proprio prodotto. La chiusura dell’anno è momento di bilanci e con il Cinquantesimo anniversario della Denominazione alle porte (Conegliano Valdobbiadene ottenne il riconoscimento sin dal 1969) sì è avvertita l’esigenza di un’analisi, commissionata a Fondazione Nord est, sull’origine di un fenomeno economico di rilievo nel panorama italiano che ha avuto importanti ricadute sociali e ambientali sul territorio.

“Le stime di Valoritalia per la chiusura del 2018 calcolano circa 92.980.000 milioni di bottiglie, e l’analisi presentata oggi dal CIRVE sulla chiusura dell’anno precedente ci inorgoglisce e conferma la nostra visione positiva del futuro. Per una Denominazione, i cui i confini sono gli stessi dalla fondazione, è evidente che la produzione stia arrivando a un limite della sua espansione, ormai quindi è logico mantenere uno sviluppo equilibrato” dichiara Innocente Nardi Presidente del Consorzio di Tutela “Ma il grande risultato, che festeggiamo oggi, è la constatazione che il prodotto continua ad essere premiato dal mercato con una crescita a valore, sempre più significativa (+ 2%, che all’estero arriva al +6,3%) segno che il consumatore, anche straniero, distingue e premia la qualità. Il percorso intrapreso ormai anni fa sta portando i risultati che ci aspettavamo. Il riconoscimento del nostro valore è il modo migliore per celebrare i Cinquant’anni della Denominazione”. Il 2017 si è chiuso complessivamente con 91,4 milioni di bottiglie prodotte per un valore complessivo di 502,6 milioni di euro e un prezzo medio a bottiglia di 5,50 euro (valore all’origine). Rispetto al 2016 si tratta di una crescita a valore del + 2% e a volume del +1%. L’aspetto più rilevante è che la crescita del valore sta aumentando da cinque anni senza sosta, il che denota una dinamica del mercato che promette ulteriori sviluppi positivi.

Il valore economico riconosciuto dal consumatore è l’ultima ricaduta di un progetto strategico del Consorzio che comprende azioni su più fronti. Innanzitutto, la redazione del Protocollo Viticolo, giunto alla sua nona edizione e l’adesione ad esso della maggioranza delle aziende del Consorzio. Si tenga conto che ormai la produzione proveniente da vigneti gestiti secondo i dettami del Protocollo Viticolo raggiunge l’85%. La strategia consortile abbraccia poi le varie declinazioni della sostenibilità, dalle azioni di risparmio energetico in tutte le fasi di produzione, fino alla valorizzazione del territorio dal punto di vista storico e paesaggistico. In ultimo, ma non certo per importanza, la crescita delle vendite dei prodotti di maggior pregio come le Rive (+ 5%) e le produzioni biologiche (+30%).

“L’ottimo stato di salute della Denominazione è anche riscontrabile osservando la crescita delle case spumantistiche che arrivano a 185, crescono gli addetti del settore: +10% in vigneto, + 9% in cantina, +3% gli enologi a tempo pieno, +7% il personale amministrativo, e ben + 40% il personale dedicato all’export”. afferma Vasco Boatto, responsabile del Centro Studi di Distretto. “Inoltre, la crescita avviene in uno scenario di ricambio generazionale che vede una forte partecipazione femminile, che corrisponde al 41% dei giovani che entrano nel settore. La Denominazione nel suo complesso, 15 comuni tra Conegliano e Valdobbiadene, conta 6.245 addetti impiegati nella produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG”.

Analisi del mercato italiano

A livello nazionale il mercato del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore registra la vendita di oltre 50 milioni di bottiglie per un valore di circa 280 milioni di euro. In sostanza la situazione è stabile dal punto di vista del valore e in lieve crescita per volumi. Ma le differenze si registrano analizzando le aree di destinazione e i canali distrbutivi. Se al nord il mercato si avvia verso la piena maturità del ciclo di espansione del prodotto, si rileva una dinamica positiva al centro sud dove le vendite aumentano. Le Centrali d’acquisto si stanno dimostrando più ricettive, in cui spicca il ruolo della Grande Distribuzione Organizzata che infatti sta diventando un canale sempre più rilevante anche per la crescita a valore, infatti la scelta di proporre prodotti di alto livello è sempre più evidente. Inoltre, si evidenzia una crescita molto rapida dell’e-commerce, che se ancora ridotta in termini assoluti, fa pensare a uno sviluppo importante del canale.

Analisi del mercato internazionale

Nel 2017 l’export ha continuato a regalare soddisfazioni con una crescita che si attesta sul +1,6% a volume ma ben sul 6,3% a valore. Continuano a crescere i principali paesi importatori europei come la Germania che cresce a valore del +8,4% (è praticamente stabile a volume con oltre 7 milioni di bottiglie), e rimane il primo mercato per le esportazioni europee di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG; seguono l’Austria (+14.5% a valore e + 5% a volume), e il Regno Unito (+38.5% a valore e 35% a volume). Quello statunitense continua a essere un mercato interessante per i ritmi di crescita (+16.4% a valore e +17.8% a volume) e anche se altre destinazioni più recenti hanno registrato una modesta contrazione, rinfranca l’eccezione molto importante di Cina e Hong Kong (+14,3% a valore e +6% a volume) e dei Paesi Africani, più altri Paesi Asiatici (Taiwan, Corea del Sud, Kazakistan, Sri Lanka, Azerbaigian, Georgia, Armenia, Turkmenistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Nepal) che crescono complessivamente del 14% a valore e del 9% a volume; si evidenzia che i volumi esportati sono più che triplicati rispetto al 2012.

Distribuzione in Italia per Aree Nielsen e i canali distributivi

Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore continua la sua performance positiva nel canale GDO che anche grazie al ruolo sempre più determinante delle Centrali d’acquisto sta crescendo sensibilmente. Nel 2017 il Nord Ovest guadagna il primo posto per volume (+6.6% sul 2016) e a valore (+11.8% sul 2016); segue il Nord Est con una crescita sul 2016 del 6.7% a valore e del 2.6% a volume, ma chi ha accelerato decisamente sono Centro e Sardegna che cresce dell’11.8% a valore e 8.9% a volume e del Sud che registra un +19.3% a valore e un +17% a volume, che in prospettiva stanno affermandosi come i mercati di ulteriore espansione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. Per il 2018, i dati disponibili arrivano al mese di ottobre, sta confermando la stessa dinamica di crescita.

Cambiamenti economici e sociali nel territorio di Conegliano Valdobbiadene: storie di successo

A Fondazione Nord Est è stato affidato il compito di ripercorrere la storia della Denominazione negli ultimi cinquant’anni attraverso le chiavi di analisi demografiche ed economiche che descrivono i territori e le popolazioni. Dalla ricerca emerge il percorso socio-economico del territorio parallelo a quello della Regione Veneto fino alla virata locale verso la viticoltura. Dai cenni di industrializzazione dei primi anni Sessanta, passando per il Nord-Est locomotiva dell’economia italiana, fino alla trasformazione in territorio agricolo e votato all’accoglienza che viviamo oggi. Analizzando gli andamenti demografici, di scolarizzazione, produzione e occupazione della Regione in parallelo con quelli del territorio emerge come quest’ultimo abbia vissuto le stesse dinamiche regionali.

In linea con lo sviluppo economico della Regione Veneto, anche il Conegliano Valdobbiadene ha goduto della capacità di fare impresa dei suoi abitanti. Ma con la crisi dei distretti industriali questo piccolo territorio è stato capace di sfruttare l’antica cultura vitivinicola del territorio e inventare un nuovo modo di fare impresa legato alle origini agricole del luogo, anche grazie a istituzioni importanti come la Prima Scuola Enologica italiana con sede a Conegliano. Il Conegliano Valdobbiadene si è dimostrato capace di essere competitivo e innovativo nel business enologico e rispettoso di un paesaggio unico già ispirazione di pittori rinascimentali come di poeti del Novecento.

L’evoluzione dell’economia locale ha vissuto quattro fasi principali di cui la prima, negli anni Sessanta, è stata caratterizzata dal lento rimarginarsi dell’emorragia emigratoria che ha colpito il Veneto nel secondo dopo guerra. Sono seguiti poi gli anni della crescita esponenziale dei distretti industriali, siamo alla seconda fase ovvero i decenni Settanta e Ottanta, che hanno portato il Veneto a diventare uno dei motori dell’economia italiana. In questo momento, mentre gli elettrodomestici di Conegliano conquistano le cucine del mondo, alcuni mezzadri scelgono di rilevare le terre che appartenevano ai grandi proprietari. Dando vita, in quel momento inconsapevolmente, a un nuovo corso dell’economia locale.

Saranno i figli di questi che negli anni Novanta iniziano a modernizzare i processi produttivi e danno il via al fenomeno “Prosecco” che solo pochi anni dopo si espanderà in tutto il mondo. Siamo alla terza fase, quando l’accelerazione industriale veneta subisce un progressivo rallentamento e il Conegliano Valdobbiadene cambia rotta rispetto all’economia regionale e nazionale e trova nuova linfa un prodotto che è ormai simbolo di made in Italy nel mondo. L’ultima fase dello sviluppo dell’area è quella che stiamo vivendo e l’obiettivo di oggi, dalle parole dei protagonisti del territorio, è affermare il valore del prodotto e puntare sulla promozione del territorio d’origine. 

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