Fondo indennizzi bancari, il tagliando del primo mese

A Cornuda gli «azionisti azzerati» raccolti attorno al Coordinamento don Torta faranno il punto della situazione: «tante le criticità già riscontrate»

La protesta dei truffati

Dopodomani, ovvero sabato 28 settembre, a Cornuda nel Trevigiano il «Coordinamento don Torta» darà vita ad una kermesse di mezza giornata per il fare il punto sullo stato degli indennizzi per i risparmiatori colpiti dal crac delle ex popolari, Veneto banca e BpVi in testa. Lo rende noto lo stesso coordinamento con una nota pubblicata ieri. L'evento di dopodomani giunge peraltro in un momento «delicatissimo» nel quale da giorni si moltiplicano lei indiscrezioni secondo cui la legge che ha dato vita al fondo indennizzi, il Fir, a beneficio dei cosiddetti «azionisti azzerati» potrebbe essere più o meno rimaneggiata.

L'EVENTO Più nel dettaglio l'evento avrà inizio al 9,oo del mattino presso il teatro Giovanni XXIII in piazza Giovanni XXIII 42. Al tavolo dei relatori si alterneranno Andrea Arman, presidente del «Coordinamento associazioni banche popolari venete don Enrico Torta», gli avvocati Paolo Polato, Luigi Fadalti ed Andrea Filippin per la parte burocratico-legale e Luigi Ugone, che è il presidente della associazione «Noi che credevamo nella Banca popolare di Vicenza e in Veneto banca». Chiuderà il giro Claudio Sartor, primo cittadino di Cornuda. Ad un mese dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell'avvio del fondo, quello di dopodomani costituisce di fatto «un vero e proprio tagliando dopo quattro settimane dall'inizio delle operazioni» fanno sapere gli organizzatori che parlano comunque di «innumerevoli criticità riscontrate già sul nascere».

LE PROSPETTIVE Ma al di là dell'evento e al di là delle indiscrezioni di queste ultime settimane quali sono le prospettive che si pongono davanti ai risparmiatori in questo scorcio di fine settembre? Arman non più tardi del 20 settembre aveva reso pubblica una nota in cui descriveva uno scenario votato all'inquietudine: «Il mese di agosto del 2019 verrà ricordato per l'apparente stranezza delle operazioni politiche che hanno condotto ad un sorprendente cambiamento restaurativo dell'assetto di governo del Paese. Per noi risparmiatori lo scenario che si va delineando è poco rassicurante perchè nel programma del nuovo governo non vediamo espressa la volontà di risarcire le vittime innocenti dei crac bancari e neppure più vediamo propositi utili a guarire la mala finanza, previsioni programmatiche invece presenti nel programma del Movimento Cinque Stelle e che sicuramente avevano indotto molti elettori ad accordare il proprio voto. Che cosa ci possiamo fare? La situazione ad oggi si presenta complessa».

L'OBIETTIVO? «ESTENDERE LA PLATEA» Nella stessa nota Arman, che di mestiere fa l'avvocato, aveva spiegato come il suo coordinamento si auspichi che venga ampliata la platea di coloro che possono accedere al fondo di ristoro: «Il Coordinamento Don Torta sta ancora insistendo con il mondo politico affinché venga mantenuta la promessa di allargare la platea degli aventi diritto al Fir in forma forfettaria a coloro che hanno un patrimonio mobiliare sino a 200mila euro. Da quel che ne sappiamo l'Europa non mette ostacoli e dunque è questione solo del governo italiano rispettare l'impegno preso».

PROBLEMI BUROCRATICI Sempre Arman aggiunge che i problemi burocratici, legati in primis a ragioni di tipo informatico, che si sono manifestati da quando il Fir è divenuto attivo un mesetto fa permangono. «Il Fondo indennizzo risparmiatori - si legge - è partito ma, vi sono serie difficoltà con la piattaforma informatica gestita dalla società statale Consap che lo gestisce. Tutte le associazioni stanno cercando di ottenere la semplificazione delle procedure e precise istruzioni su come operare. Il dialogo con Consap non è particolarmente fluido ed il tempo passa; l'incontro di lunedì scorso a Roma... cui non abbiamo partecipato perché non invitati ma che comunque avremmo disertato per ragioni di metodo... non ha generato soluzioni ma di certo male non ha fatto, se non altro per aver evidenziato che quasi tutti gli interessati al Fir riscontrano gravi problemi».

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