L'allarme di Casartigiani: «Boom di licenziamenti non appena cesserà il divieto»

Il presidente provinciale dell’associazione, Piergiovanni Maschietto: «Surclassati dalla richieste di cassa integrazione. Senza un sostegno per ripartire il costo sociale sarà altissimo. Si sospendano le tasse fino al 30 giugno, e si abolisca l’acconto d’imposta 2021»

Piergiovanni Maschietto, presidente provinciale di Casartigiani Treviso

«Quando cesserà il divieto di licenziamento per 60 giorni, centinaia di lavoratori saranno lasciati a casa». Piergiovanni Maschietto, presidente provinciale di Casartigiani Treviso, lancia l’allarme dopo le prime settimane di limitazioni per artigiani e imprese. Le sedi territoriali dell’associazione sono surclassate dalle richieste di cassa integrazione fin dalle misure annunciate il 7 marzo, e con le nuove restrizioni del 22 marzo il numero delle domande si è impennato. «Il sistema economico della nostra provincia comincia ad avere dei contraccolpi difficili da recuperare nel giro di pochi mesi. Quando cesserà il divieto di licenziamento imposto per 60 giorni da parte del Governo, se non ci saranno sostanziosi incentivi e riduzioni delle tasse, molte aziende saranno costrette a ridurre il proprio personale», dice Maschietto. Oltre ai dubbi sulla gestione sanitaria dell’emergenza – ci sarà tempo per analizzarla una volta che ne saremo usciti - «da imprenditori dobbiamo pensare a cosa fare da domani. Il 2020 sarà per i bilanci delle aziende un anno disastroso, in tutti e settori; e pesanti saranno i costi sociali della disoccupazione. Serve che Governo e Regione ragionino subito su quali saranno gli interventi per salvare le aziende dalla crisi», aggiunge Maschietto.  

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L’associazione chiede precise misure per sostenere le piccole imprese: allungamento del periodo della cassa integrazione, aumento dei fondi di garanzia per i Confidi con l’utilizzo anche dei fondi antiusura, sospensione della tassazione fino al 30 giugnocon rateizzazione nei seguenti 12 mesi, una norma finanziaria che permetta di mettere a perdita nel 2020 i mancati incassi del periodo di chiusura forzata, abolizione degli acconti di imposta per il 2021, rinvio della applicazione dei registratori fiscali per le piccole aziende di almeno 12 mesi. E ancora: incentivi per turismo, export ed occupazione, un piano di sostegno ai piccoli artigiani e commercianti per i primi tre mesi dalla riapertura della attività.

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