Maschere da snorkeling trasformate per proteggere i medici

Solid Energy di Bologna con l’ospedale di Sassuolo trasforma il prodotto di Decathlon in un dispositivo per dare ai medici una protezione maggiore. Il presidente Roberto Rizzo dal quartier generale di Treviso: «Siamo in contatto con la Regione del Veneto e in grado di poter aiutare anche gli ospedali del nostro territorio»

La maschera da snorkeling

Il mondo della progettazione continua a usare competenze tecniche e creatività per dare il proprio contributo in questa situazione di emergenza. Succede anche a Bentivoglio (BO), nella sede di Solid Energy, dove l’Ing. PhD Claudio Pavan, e l’Ing. Vito Zaccaria, partendo dal progetto open source di Isinnova per l’Ospedale di Brescia, hanno rivisto e adattato le macchine da snorkeling come respiratori per i pazienti.  Ma non si sono fermati qui: «Dal confronto coi medici  -spiegano- è emerso che la criticità maggiore di questi giorni è la mancanza di dispositivi di sicurezza per i medici e gli infermieri. Abbiamo quindi cercato di risolvere il problema trasformando queste apparecchiature in dispositivi di protezione. La stessa maschera Decathlon è stata quindi collegata, tramite un connettore stampato in 3D, a due filtri che si trovano regolarmente in commercio. In questo modo la maschera copre perfettamente le aree del viso più a rischio contagio, bocca naso e occhi, e consente di respirare in sicurezza pur continuando la propria attività».

«Oltre a progettare un sistema efficace -continuano- abbiamo cercato di usare componenti che fossero reperibili sul mercato, per rendere la soluzione più pratica e veloce da realizzare. I filtri usati, ad esempio, sono facilmente reperibili in commercio e non richiedono un ricambio continuo, possono funzionare continuativamente oltre un mese. Testato il funzionamento con l’ospedale di Sassuolo, stiamo procedendo con la stampa e la consegna dei dispositivi anche ad altri ospedali emiliani, come il  Bellaria di Bologna».

Solid Energy è parte di THE3DGROUP, un gruppo di aziende specializzate nell’innovazione digitale in 3D e questo contribuirà ad ampliare ulteriormente i vantaggi dell’iniziativa. Dalla sede principale di Treviso il Presidente del Gruppo Roberto Rizzo spiega “Abbiamo 13 sedi in giro per l’Italia, e abbiamo attivato gli altri centri per poter portare questa innovazione e provvedere alla stampa nelle nostre fabbriche digitali in tutto il Paese: abbiamo una capacità di 500 pezzi al giorno.

Rizzo, che è anche Presidente del Consorzio Universo Treviso Basket, crede molto nell’importanza delle imprese per contribuire all’emergenza, ognuna mettendo in campo le proprie competenze: «A Treviso abbiamo la sede di SolidWorld e a Ponzano Tecnologia & Design, uno dei più importanti centri di stampa 3D in Italia, e abbiamo già cominciato a stampare per alcuni ospedali in Friuli. Siamo in contatto con la Regione del Veneto e in grado di poter aiutare anche gli ospedali del nostro territorio».

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