Dimissioni dei lavoratori: l'ANCL Treviso denuncia spiacevoli comportamenti

A pochi mesi dall'entrata in vigore delle dimissioni online, l'Associazione Nazionale dei Consulenti del Lavoro denuncia gravi situazioni di disagio e un aumento del costo sociale

TREVISO Dallo scorso Marzo sono entrati in vigore, e vengono applicati, i decreti attuativi del Jobs Act che hanno riformato la materia relativa alle dimissioni del lavoratore,  con l’introduzione di una nuova procedura finalizzata principalmente a scongiurare il cosiddetto fenomeno delle “dimissioni in bianco”. Procedura che, così come rilevato dall’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro di Treviso, ha dato vita a comportamenti molto discutibili, oneri aggiuntivi per i datori di lavoro e un aumento del costo sociale.

“Il fenomeno delle dimissioni in bianco nel nostro territorio era irrilevante -  Afferma L’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro di Treviso -  L’introduzione di questa normativa ha invece dato vita, come stiamo assistendo, a fenomeni di comportamento molto irregolare e situazioni di vero e proprio impasse per imprenditori e aziende che invece, in questi anni difficili, stanno cercando di creare nuovi posti di lavoro.” La burocratizzazione e le norme lunghe e complesse, stanno disincentivando quindi le vere dimissioni, spingendo i lavoratori a richiedere - o a fare in modo - di essere licenziati, con tutte le conseguenze del caso.

“Proprio il costo di tali adempimenti, non tutti gli enti preposti infatti lo fanno gratuitamente, e le modalità farraginose, stanno spingendo i lavoratori a mettere in atto quello che abbiamo definito ‘fenomeno del licenziamento indotto’ – prosegue il direttivo ANCL Treviso – L’inerzia del lavoratore nell’applicare la procedura obbliga il datore di lavoro a dover licenziare con conseguente aggravio di costi, dovendo sostenere anche il ticket di 1.500,00 euro circa. A ciò l’aumento dei costi sociali per l’intera  collettività ai fini della  disoccupazione Naspi”. La denuncia arriva dall’Associazione Nazionale dei Consulenti del Lavoro di Treviso che, in questi primi quattro mesi, ha già registrato svariati casi analoghi a quanto appena illustrato. Ciò accade di frequente anche  quando i lavoratori , per scelta, si spostano all’estero,oppure non accettano più le condizioni di lavoro prestabilite dal contratto.

“Siamo a chiedere ai legislatori e ai rappresentanti politici del territorio, di rivedere tali disposizioni e quantomeno considerare la denuncia che stiamo sollevando – concludono dall’ANCL  Treviso – Da sempre lavoriamo per la legalità e per garantire i diritti sia del datore di lavoro che dei lavoratori stessi, contribuendo a non svuotare il mondo del lavoro dei valori quali l’etica e la correttezza, che lo nobilitano. Ora però siamo preoccupati, per i disagi dei nostri assistiti ma anche per le future generazioni che, se i costi sociali continuano ad aumentare, troveranno fondi prosciugati, anche dall’uso improprio dello strumento di ammortizzazione sociale Naspi, come sta succedendo in questi casi.”

Dimissioni on line - La procedura

Con la nuova disciplina i lavoratori intenzionati a rassegnare le dimissioni, o a risolvere consensualmente il rapporto di lavoro, devono farlo esclusivamente con modalità telematiche su appositi moduli resi disponibili dal ministero del Lavoro attraverso il sito istituzionale. Le stesse dovranno poi essere inviate al datore di lavoro. La trasmissione dei moduli potrà anche avvenire per il tramite di patronati, organizzazioni sindacali, enti bilaterali e commissioni di certificazione. Il mancato utilizzo dei moduli ministeriali e della procedura telematica determina però l’inefficacia delle dimissioni o della risoluzione consensuale.

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