Imprese al femminile, l'azienda Keyline chiude il 2017 con ben il +10% di fatturato

Il fatturato tocca quota 32 milioni di euro grazie anche all’apertura di nuovi mercati in India, Corea del Sud, Perù, Argentina e Brasile. Inoltre, la presenza femminile in pochi anni è arrivata a toccare il 40%

CONEGLIANO Keyline, l’azienda di Conegliano che produce chiavi e macchine duplicatrici, chiude l’anno in positivo. Il fatturato consolidato fa segnare un + 10% rispetto al 2016, toccando quota 32 milioni di euro, grazie anche all’apertura di nuovi mercati in India, Corea del Sud, Perù, Argentina e Brasile. Ma la crescita dell’industria, guidata da Massimo Bianchi (la cui famiglia produce chiavi dal 1770, la più antica al mondo ancora in attività) e Mariacristina Gribaudi, non è rappresentata soltanto di maggiori vendite: Keyline è sempre più un’impresa fatta di donne e giovani.

La presenza femminile in pochi anni è arrivata a toccare il 40%, fatto straordinario considerato che si tratta di un’azienda metalmeccanica. Non solo donne, ma anche giovani. “Non si può immaginare il futuro senza di loro – ha detto Gribaudi durante la tradizionale festa degli auguri che ha riunito in via Camillo Bianchi a Conegliano gli oltre 100 dipendenti con i loro famigliari salutati anche dal sindaco Fabio Chies – perché rappresentano la spinta costante verso l’innovazione”. Keyline anche nel 2017 si è confermata azienda fortemente innovativa, grazie agli investimenti fatti sul reparto ricerca & sviluppo che da quest’anno si avvale anche del lavoro della filiale aperta nella Silicon Valley, il cuore mondiale dell’innovazione. Ai giovani, in particolare ai figli dei dipendenti, l’azienda riserva sempre una particolare attenzione: quest’anno sono state assegnate due borse di studio del valore di 500 euro ciascuna ad Alessia Toffoli ed Enrico de Biasi.

Al bilancio economico, Keyline da alcuni anni affianca un bilancio sociale: oltre ai benefit per i dipendenti, molte iniziative a sostegno di realtà del territorio, del volontariato e dello sport (tra queste, la sponsorizzazione per il Treviso Bulls), come ha illustrato Barbara Boiago, tuta blu presidente del comitato scientifico dell’azienda, a cui è andato il premio “Donne che ce l’hanno fatta” consegnato, durante la festa, da Isa Maggi, coordinatrice degli Stati Generali delle Donne, e Roberta Bortolucci, Presidente del Centro Studi Progetto Donna e Diversity Mgmt.

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