Natale nella Marca: 200 milioni di euro di prodotti agroalimentari sulle tavole trevigiane

Pane, pasta, carni, salumi, formaggi, verdure, ortaggi, frutta e, soprattutto, dolci e vini, distillati e bevande, tutti prodotti dell’immenso “giacimento” della food economy trevigiana

Spenderanno circa 200 milioni di euro le famiglie trevigiane per acquistare prodotti alimentari e bevande da mettere in tavola prossime festività di Natale e fine anno. Pane, pasta, carni, salumi, formaggi, verdure, ortaggi, frutta e, soprattutto, dolci e vini, distillati e bevande, tutti prodotti dell’immenso “giacimento” della food economy trevigiana che, in particolare sotto le festività di Natale, registra sostanziose crescite di produzioni e vendite. Un settore, quello dell’agroalimentare, che nella provincia trevigiana conta 1.173 imprese artigiane (in Veneto se ne contano 6.576) che danno lavoro a 2.556 addetti (13.102 in Regione. Numeri che la collocano nel gradino più alto del podio tra le province venete. Il numero degli addetti in forza nelle imprese artigiane rappresenta il 28,7% del totale dei lavoratori impiegati nel settore).

L’offerta enogastronomica veneta si compone di 36 prodotti DOP, IGP e STG, ben 374 “tradizionali”, e una capacità export regionale di circa 6 miliardi di euro, alla quale concorre significativamnente Treviso (1.248 milioni di euro). Sono questi alcuni dei numeri che emergono dall’analisi dell’Osservatorio per le PMI di Confartigianato Imprese Veneto che, nel dossier “Food economy di MPI e artigianato alimentare nel 2019”, ha rielaborato i dati di Istat, UnionCamere-Infocamere e MIPAAF, su imprese e produzioni alimentari e consumi delle famiglie nell’ultimo anno. “I nostri maestri del gusto impiegano per la prepazione dei loro prodotti materie prime locali e seguono modalità e metodi di lavorazione che confermano il legame con il territorio – commenta Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana – la genuinità dello loro specialità fa bene alla salute, alimenta l’economia e mantiene alta la bandiera del food di Marca nel mondo. Per questo, i prodotti e le imprese che preservano e valorizzano la nostra tradizione alimentare, informata alla qualità e all’artigianalità della lavorazione, vanno sostenuti e promossi”.

La spesa nelle festività natalizie
Le festività legate al Natale modificano notevolmente le abitudini di spesa dei consumatori. A dicembre, infatti, il 95,3% della spesa in prodotti alimentari e bevande delle famiglie è costituita da prodotti alimentari e bevande analcoliche e per il restante 4,7% da bevande alcoliche. In particolare i prodotti più acquistati sono formaggi e latticini con una quota del 6,1% sul totale della spesa in prodotti alimentari e bevande, salumi con il 4,9%, pane con il 4,6% e altri prodotti di panetteria e pasticceria (tra cui rientrano in particolare i dolci da ricorrenza) con il 4,3%, prodotti in cui l’artigianalità rappresenta un importante fattore di qualità.

Confartigianato stima una spesa delle famiglie trevigiane in prodotti alimentari e bevande di 198 milioni di euro, più alta di 32 milioni rispetto al consumo medio mensile. Inoltre, considerato come nella nostra provincia una fetta consistente della spesa alimentare sia intercettabile dalle imprese artigiane, si prevede che a Treviso si spenderanno circa 88 milioni di euro per prodotti da forno, salumi, latticini, formaggi, olio di oliva, dolci, gelati, condimenti e alcolici prodotti da artigiani. “Il miliardo e 200 milioni di giro d’affari e l’export in continua crescita – continua Sartor – attestano la qualità delle nostre produzioni alimentari, un patrimonio di bontà, varietà e tradizione. Ne siamo orgogliosi e il nostro obiettivo è tutelare chi lo realizza. La nostra azione ha ovviamente delle ricadute sulle nostre comunità perché agiamo a tutela della salute, per rendere ulteriormente attrattivo il nostro territorio offrendo opportunità di lavoro”.

Imprese e addetti dell’agrolimentare
Sono 1.173 le imprese artigiane che operano in Treviso nel 2019 nella produzione di bevande e prodotti alimentari, in lieve calo rispetto allo scorso anno (- 1,8% equivalenti a 21 imprese in meno). A livello regionale se ne contano 6.576 in contrazione di 90 unità rispetto al 2018 (- 1,4%) A livello nazionale, invece, sono 87.499, con una perdita complessiva di 1.462 imprese (-1,6%).

L’attacco di Confartigianato alle contraffazioni alimentari e all’abusivismo
Confartigianato Imprese Marca Trevigiana è in prima fila contro il “fake food”. Una “rapina”, a livello nazionale, da 7 milioni di euro l’ora e da 60 miliardi di euro l’anno, di centinaia di milioni di euro solo in Veneto. Si tratta di un vero e proprio “scippo” ai danni del settore, un assalto indiscriminato e senza tregua, dove la criminalità organizzata fa veri affari. I consumatori vengono truffati, i piccoli imprenditori e gli agricoltori dell’agroalimentare derubati: A questo si aggiunge il fatto che ogni anno entrano nel nostro Paese prodotti alimentari “clandestini” e “pericolosi” per oltre 2 miliardi di euro. Poco meno del 5 per cento della produzione agricola nazionale. I sequestri da parte delle autorità competenti italiane negli ultimi due anni si sono più che quadruplicati. E ciò significa che i controlli funzionano, ma il pericolo di portare a tavola cibi “a rischio” e a prezzi “stracciati” è sempre più incombente. L’invito di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana è ad acquistare prodotti agroalimentari da aziende regolari. Nel periodo delle feste crescono a dismisura i furbetti che, senza alcuna tutela per i consumatori, vendono prodotti alimentari in maniera totalmente abusiva. Tutto ciò sottraendo spazi di mercato a chi rispetta le regole.

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