Stefanel, un anno di cassa integrazione e al via il progetto di rilancio

Vertice presso il ministero tra azienda e sindacati: gli esuberi per la sede di Ponte di Piave scendono (a 29 e non 38). L'assessore Donazzan: «L’obiettivo è quello di risollevare la situazione aziendale, perché questo marchio storico torni ad essere importante»

Un negozio Stefanel

Si è svolto oggi, giovedì, l’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza del vice capo di gabinetto ing. Sorial e della regione Veneto. L’azienda ha presentato come aveva chiesto il ministero il piano di riorganizzazione e di rilancio entrando in maggiori dettagli rispetto a quanto annunciato anche rispetto alle collezioni. Seppur restano importanti gli esuberi per la sede di Ponte di Piave (29 invece e non 38) si sono gettate le basi per un percorso di verifica ed eventuale implementazione da attuare durante i dodici mesi di cassa. In particolare si è stabilito che ci saranno degli incontri periodici sia al Mise sia attraverso l’attivazione di un tavolo permanente in Regione.

La discussione è poi proseguita al ministero del lavoro in merito al l’attuazione della cassa integrazione straordinaria. In tarda serata si è giunti ad un accordo per l’attivazione della cigs per 12 mesi e si sono stabiliti i percorsi di gestione degli eventuali esuberi con politiche attive per la riqualificazione e ricollocazione del personale attraverso l’assegno di riqualificazione e le politiche regionali per il lavoro. La Filctem di Treviso e la Cgil del Veneto, nonostante le preoccupazioni per la prospettiva del sito, colgono positivamente l’apertura di un confronto serrato con l’azienda e le istituzione. Considerano questo un punto di partenza e non di arrivo di questa complessa vertenza.

«L’attuale situazione di difficolta è un punto di partenza e non un punto di arrivo: l’obiettivo è quello di risollevare la situazione aziendale, perché questo marchio storico torni ad essere importante -dichiara l’Assessore Regionale al Lavoro del Veneto Elena Donazzan, che conclude- come in altri casi la Regione, per il tramite delle proprie strutture, è vicina all’azienda e al personale in questo momento così delicato, attivando tutti gli strumenti disponibili, anche di monitoraggio, in stretta sintonia con il Ministero del Lavoro, dello Sviluppo Economico e delle organizzazioni sindacali».

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