Stipendi top manager, raccolta firme anche a Treviso

Fiba Cisl ha organizzato giovedì e venerdì una petizione per porre un tetto alle retribuzioni dei manager delle banche. Già presentata in Cassazione la proposta di legge

Anche Treviso coinvolta nella discussione sugli stipendi faraonici dei top manager delle banche.

Giovedì 4 luglio in piazzetta Aldo Moro e venerdì 5 luglio in piazza Indipendenza, Fiba Cisl, che rappresenta e tutela i lavoratori del settore, ha organizzato due banchetti per raccogliere le firme necessarie per consegnare al Parlamento la proposta di legge per porre un tetto alle retribuzioni dei manager delle banche.

In questi due giorni sarà possibile sottoscrivere la raccolta firme dalle 17 alle 20, mentre nelle prossime settimane il gazebo della Fiba Cisl sarà presente in diversi comuni della provincia per coinvolgere il più possibile i cittadini.

La mobilitazione di Fiba e Cisl non è cosa nuova. Già dal 2001 si è posta l’attenzione sulla necessità di regolare le retribuzioni dei manager, con numerosi interventi e documenti sia negli accordi del settore credito sia attraverso la sensibilizzazione della politica e delle Istituzioni. Ma - denuncia il sindacato - nulla è stato recepito.

"Nessuno, al di là delle molte ‘pacche sulle spalle’ - scrive Fiba Cisl in una nota - ha mostrato un reale interesse sull’argomento che per il sindacato è la causa principale degli squilibri distributivi maturati negli ultimi 20 anni". Da qui la scelta di lanciare un’iniziativa forte e concreta che consenta di raggiungere l’obiettivo di fissare un tetto al retribuzioni dei manager, non solo bancari, che arrivano a cento volte la retribuzione media contrattuale prevista dai CCNL.

“Invitiamo a firmare - afferma Massimiliano Paglini, segretario generale della Fiba Cisl Belluno Treviso – tutti i cittadini: puntiamo a superare le 50 mila firme entro agosto per consegnare al Parlamento la proposta di legge già a settembre. Maggiore equità distributiva, minore ricerca esasperata del profitto, distribuzione della ricchezza orientata al lungo termine e non al brevissimo. Sono queste le ragioni che rendono l’intervento sulle retribuzioni dei top manager non più differibile. Vogliamo una società più giusta, dove il manager sia remunerato adeguatamente, ma senza gli squilibri e gli eccessi che abbiamo visto in questi anni. Se raggiungeremo l’obiettivo potremo, credo, anche assistere ad un ridimensionamento dei costi dei servizi bancari, per questo serve un grande patto tra lavoratori, consumatori e clienti”.
 

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