Florian SPA investe 6 milioni di euro arrivando alla filiera completa

L’azienda a conduzione famigliare di Riese Pio X continua a confermare la leadership del mercato europeo con un fatturato di 120 milioni di euro nel 2018

Da sinistra Nicole Florian, Daniele Visentin, Enrico Florian, Elvio Florian, Stefano Florian, Antonio Battaglia e Claudia Florian

Venerdì 19 aprile dalle 9.30 alle 12.30, presso l'Hotel Fior di Castelfranco Veneto il gruppo Florian Spa, guidato dal presidente Elvio Florian, in occasione del 7°meeting annuale ha incontrato i rappresentanti di banche, azionisti e attori del mondo industriale, finanziario e assicurativo della Castellana. Molte anche le autorità locali e non, invitate al fine di condividere una strategia di sviluppo economico del territorio. Vari i temi che sono stati analizzati nel corso del meeting: dopo una breve introduzione sui trend di settore a cura del direttore commerciale Italia Florian Spa Antonio Battaglia, è stata realizzata una panoramica dei risultati finanziari raggiunti dal gruppo Florian nel corso del 2018 da parte di Sebastiano Cerullo -direttore generale Federlegno Arredo e Andrea Lavorenti- direzione generale e finanza Florian Spa-. Sono stati dunque enunciati i motivi per cui l'azienda ha investito e continua a investire: al centro della discussione, l’importanza degli investimenti dell’azienda volti alla realizzazione dell’ambizioso progetto di filiera integrata da sempre alla base della filosofia Florian. Un’analisi specifica è stata dedicata agli investimenti infrastrutturali, dove per infrastrutture si intende la produzione e quindi anche magazzini e terreni, col fine di migliorare il dialogo tra impresa e finanza.

Elvio Florian-2

Il focus centrale dell'evento, è stato a cura di Stefano Florian, CEO Florian Spa che si è concentrato sul nuovo impianto di pellet Din Novoselec che oltre ad essere un investimento di prodotto è anche un investimento di filiera che chiude il cerchio: Florian può a tutti gli effetti affermare di aver concluso l’ambizioso progetto di filiera integrata. Gli scarti di lavorazione di tutto il gruppo verranno impiegati nella produzione di pellet. Agli inizi il pellet per l’azienda era visto come un business secondario che impiegava una parte di scarti di lavorazione per la produzione di questo materiale. Ad oggi, l’impianto di pellet di tali dimensioni non solo completa la filiera, ma rappresenta un vero e proprio business. In termini finanziari si può parlare del più grande investimento realizzato dall’azienda, pari a 6 milioni di euro; (35.000 m2 di area, 8 tonnellate all’ora, 8 camion al giorno e 60.000 tonnellate all’anno). Inoltre, nel mercato italiano, il nostro Paese è il primo al mondo per consumo di pellet per riscaldamento con più di 3,3 milioni di tonnellate. Un confronto in numeri: guardando ai nuovi impianti di pellet in Croazia, la capacità produttiva annuale dei produttori croati del 2018 è stata di 280.000 tonnellate; quella del nuovo impianto pellet Din Novoselec 2018/2019 sarà di 55.000/60.000 tonnellate rientrando così tra i primi produttori dello Stato croato.

«Il 2018 si è caratterizzato per un andamento particolare; nei primi sei mesi tutto procedeva regolarmente, nella seconda parte dell’anno, invece, si è percepito un rallentamento generale del settore – a parlare è Elvio Florian, presidente della Florian SPA - dovuto ad una congiuntura economica mondiale causata da differenti fattori come per esempio la Brexit, che ha creato un clima di incertezza in Inghilterra, e la politica dei dazi in Cina. Nonostante questo, per Florian S.p.A. – prosegue il presidente - è stato un anno di conferme, abbiamo portato a compimento ciò che ci eravamo prefissati. Il 2019 lo vedo in modo positivo: sicuramente tutti i fattori economici-sociali continueranno ad influenzare il mercato, ma gli investimenti che il Gruppo ha sostenuto - conclude - finalmente daranno i loro frutti giovando una situazione di maggiore stabilità per l’azienda». Un incontro volto a sensibilizzare banche e istituiti finanziari ad avvicinarsi e personalizzare i propri strumenti finanziari in base alle caratteristiche dell’azienda, come avviene nei paesi anglosassoni.

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