Sciopero dei metalmeccanici a Treviso: sit-in nella sede di Unindustria e adesione al'80%

Nel mondo della produzione industriale della Marca non si arresta la protesta delle tute blu dei metalmeccanici: grande partecipazione allo sciopero di 4 ore Fiom, Fim e Uilm

Una foto del presidio

TREVISO “Il CCNL sul piano salariale deve essere strutturato per tutti i lavoratori. La contrattazione di secondo livello ci deve essere ma non può prescindere dal fatto che il contratto nazionale non dà più soldi a nessuno”. Su questa base è stata quindi innovata mercoledì la protesta con una massiccia adesione alle quattro ore di astensione, fatto che non fa cessare la tornata di scioperi nel mondo della produzione industriale della Marca. Nelle grandi realtà industriali mediamente l’80% delle tute blu ha incrociato le braccia. Soddisfazione da parte delle segreterie provinciali di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil che riportano le percentuali di adesione allo sciopero nazionale proclamato a favore di un buon rinnovo del CCNL e contro le inaccettabili proposte delle parti datoriali su salario e sistema contrattuale.

I NUMERI - Si ferma la produzione delle grandi realtà industriali trevigiane quali: IMS Scardellato di Casale sul Sile 100%, Berco e GGP di Castelfranco Veneto, Climaveneta di Treviso, Comec Binder di Badoere, Sole di Oderzo 90%, Zorzi 2.0 di Treviso 85%, Breton di Castello di Godego ed Electrolux di Susegana 80%, Sile Caldaie di Treviso 75%, Fonderie Corrà di Montebelluna e Permasteelisa di Vittorio Veneto 70%, Dad Pumps di Castelfranco e Fisher and Pykel di Borso del Grappa 60%. Il malcontento dei lavoratori è palpabile, e lo si è registrato anche nella mattinata di mercoledì al sit in organizzato dalle organizzazioni sindacali di categoria di fronte alla sede di Unindustria Treviso di piazza delle Istituzioni, dove oltre un centinaio di lavoratori e lavoratrici hanno fatto sentire la propria voce. “L’obiettivo - spiegano i segretari generali Enrico Botter (FIOM CGIL), Antonio Bianchin (FIM CISL) e Stefano Bragagnolo (UILM UIL) - a 7 mesi dall’avvio del negoziato, è quello di far cambiare e superare le rigidità confermate da Federmeccanica e Assistal, che impediscono di realizzare un buon contratto per la categoria”. In particolare, i Sindacati ritengono inaccettabile la proposta delle parti datoriali sul salario e sul sistema contrattuale.

Attraverso questo sciopero unitario – hanno aggiunto i segretari generali - abbiamo ribadito con forza la necessità di un CCNL che garantisca il salario di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori metalmeccanici, che qualifichi le relazioni industriali, estenda la contrattazione di secondo livello a tutti gli aspetti che compongono la prestazione lavorativa, migliori le condizioni di lavoro, tuteli tutte le forme di impiego e l’occupazione, faccia ripartire gli investimenti e promuova una nuova politica industriale: questo è il vero rinnovamento che chiedono i lavoratori e di cui c’è bisogno anche nel nostro territorio, dove il settore industriale ancora stenta a ripartire”. Nel corso del sit-in una delegazione ha incontrato l’ex Responsabile Area Sindacale di Unindustria Treviso Gianpietro Breda che ha raccolto le istanze dei sindacati trevigiani.

ingresso sede Unindustria-2

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tumore incurabile, il sorriso di Giorgio De Longhi si è spento a 57 anni

  • Diabete e festività: come scegliere i cibi senza rinunce

  • Gravissimo scontro tra uno scooter e un'auto: 24enne muore tra le braccia del fidanzato

  • L'uscita domenicale in bici finisce in tragedia: morto un ciclista investito da un'auto

  • Legato in un bosco e picchiato per vendetta: nei guai anche un'influencer trevigiana

  • Incidente in motorino, Roberto Artuso muore dissanguato in Congo

Torna su
TrevisoToday è in caricamento