Privacy dei dati o trasparenza del controllo? L'avvocatura si interroga sul futuro forense

Nella giornata di venerdì, presso la sede del corso di Giurisprudenza 2.0 di Treviso, si è tenuto il simposio "Blockchain, FinTech e professioni legali" con la partecipazione dell'AIGA

Un momento del simposio

TREVISO Era solo il 2010 quando l'ungherese Laszlo Hanyecz ordinò due pizze capricciose, della nota catena americana 'Domino's Pizza', per 10mila bitcoin facendolo diventare la prima persona al mondo ad utilizzare questa nuova valuta per l'acquisto di beni di consumo. Da quel momento il fenomeno dei bitcoin è letteralmente decollato, tanto che oggi con lo stesso ammontare di 'denaro' si possono acquistare persino degli yacht di lusso. Infatti, si tratta oggi di un fenomeno sociale e mondiale che attrae ogni giorno sempre più investitori e soggetti che, stufi delle imposizioni governative sulla moneta di corso legale, decidono di affacciarsi al web e inserirsi così nell'immenso mercato delle criptovalute. "Non è tutto oro quel che luccica" afferma però qualcuno e allora, proprio cercare di capire a fondo quale sia il presente e il futuro della rete Bitcoin e delle cosiddette 'blockchain', la Scuola di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Padova e l'Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA, sezione di Treviso) hanno organizzato il simposio "Blockchain, FinTech e professioni legali. Profili etici e problemi giuridici" che si è tenuto venerdì pomeriggio presso Palazzo San Leonardo, sede del nuovo corso di Giurisprudenza 2.0.

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Circa un centinaio, tra avvocati notai e studenti, sono stati coloro che hanno presenziato all'atteso convegno che ha permesso al pubblico di meglio comprendere alcuni tra i fenomeni tecno-finanziari più sentiti del momento come blockchain, bitcoin, tecnofinanza, trading e smart contract. Ad aprire i lavori, dopo la presentazione degli organizzatori Paolo Moro (Professore di Metodologia e Informatica Giuridica dell'UniPd) e Giorgio Piccolotto (Coordinatore del Centro Studi AIGA  per la Tutela dei Diritti in Internet), a prendere la parola è stato Mauro Conti (Professore Associato di Computer Science all'UniPd) che ha presentato al pubblico la tecnologia blockchain definendola "una base di dati distribuita e resistente a manomissioni, introdotta dalla valuta bitcoin, che mantiene in modo continuo una lista crescente di record che fanno riferimento a record precedenti presenti nella lista stessa". Un 'registro pubblico di attività online' quindi, basato su crittografia, cifratura, autenticazione e firma a chiave pubblica. Un sistema che però che ad oggi non è ancora perfetto, ma  bensì fallace.

Successivamente al prof. Conti è intervenuto Giuliano Lemme (Professore ordinario di Diritto dell’economia nell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia), il quale ha raccontato le origini e la natura dei bitcoin che oggi possono essere definiti come "una non moneta orizzontale su base peer-to-peer" dall'estrema volatilità, citando inoltre la storia di Satoshi Nakamoto (pseudo inventore della rete Bitcoin, n.d.r.) e del Bristol Pound, una moneta reale e di corso 'legale' solamente all'interno dei confini della città inglese di Bristol. Dopodichè, è stato il momento di Alberto Lupoi (Professore Associato di Diritto dell’economia all'UniPd) che ha dissertato su trading e struttura tecnica dei mercati finanziari, affermando che "le strutture giuridiche dei mercati sono delineate dalla tecnica che si fa norma. Spazio e tempo dei mercati non coincidono più con le medesime coordinate degli ordinamenti giuridici, ma la blockchain potrebbe essere il ponte fra le due dimensioni". Il prof. Lupoi ha inoltre posto l'accento sulla tecnologia del nostro secolo, la quale è caratterizzata da una "velocità disumana che può però portare anche ad errori a loro volta disumani".

A chiudere però la prima parte del simposio, dedicata al mondo accademico, è stata Silvia Crafa (Ricercatrice di Informatica all'UniPd) che ha parlato della "doppia faccia delle blockchain technologies“ citando concetti quali la 'dis-intermediazione', l'engagement sociale dettato dai social network e la fiducia nelle persone, il tutto chiedendosi se la blockchain è immutabile e se oggi si preferisce una "privacy dei dati o piuttosto una trasparenza del controllo". Per quanto invece concerne la 'fase professionale' del simposio, il primo ad intervenire è stato Michele Manente (Membro della Commissione Informatica presso il Consiglio Nazionale del Notariato) che ha affrontato i limiti giuridici della tecnologia blockchain. Manente ha poi lasciato spazio a Edoardo Tedeschi (Avvocato partner di Osborne Clarke) il quale ha disquisito in merito alla disciplina degli smart contract in ambienti permitted (oltre a parlare di sharing su blockchain e del fenomeno ICO), il tutto prima che concludesse il simposio Giampaolo Stivella (Responsabile Private Banking Advisory - Direzione Servizi di Investimento e Private Banking di FinecoBank) che ha portato a conoscenza del pubblico l'esperienza dell'istituto bancario nell'innovazione finanziaria e nella digitalizzazione.

Il secondo simposio interdisciplinare di tecnodiritto, informatica giuridica e tutela dei diritti in Internet è quindi terminato con gli interventi del Notaio Adele Raiola in qualità di Presidente dell’Associazione Italiana Giovani Notai (la quale ha inoltre ricordato il debutto nelle settimane scorse della cosiddetta 'Notarchain') e dei Prof. Matteo De Poli, Claudio Sarra e Lorenza Bullo, tutti docenti dell’Università degli Studi di Padova. Il prossimo appuntamento, sempre organizzato dall'Unipd e dall'AIGA-Sezione di Treviso, sarà ora l'11 Maggio 2018 con un interessante convegno a tema "Fake news e obiettività d'informazione" per continuare così una rassegna di incontri fortemente voluta da giovani giuristi quali avvocati, notai e studenti con l’obiettivo, da un lato, di confrontarsi con l’ambiente universitario sui temi delle nuove tecnologie e, dall’altro, di creare una sinergia tra il mondo professionale e quello accademico.

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