Per oltre il 70% dei veneti lo Stato limita lo sviluppo economico della Regione

I risultati dell'analisi condotta da Swg per Unioncamere sulle motivazioni che limitano la crescita dell'economia in Veneto hanno portato a una serie di risultati interessanti

Il 71% dei veneti attribuisce allo Stato centrale il principale fattore che limita lo sviluppo economico della Regione. Numerosi altri freni pesano attualmente sulla situazione economica di questa regione, trainante per la produzione e il Pil dell'intero Paese.

Sono stati individuati e ben definiti nell'indagine condotta da Swg su un campione di 400 imprese e 966 cittadini della regione, indagine presentata nella sede dell'azienda Texa spa, a Monastier di Treviso, presenti il presidente di Unioncamere del Veneto, Mario Pozza e il direttore scientifico Swg, Enzo Rizzo, che ha illustrato i risultati dell'indagine nelle sue varie parti, alla presenza di esponenti della regione, amministratori, imprenditori, docenti universitari e con la numerosa presenza dei soci di Unioncamere. 

La burocrazia statale, per il 62% degli intervistati, la forte tassazione (59%), la mancanza di una politica per trattenere i giovani talenti che invece vanno a cercare lavoro all'estero (28%), la carenza di investimenti in infrastrutture da parte dello Stato (21%), la mancata concessione dell'autonomia regionale (27%) e l'assenza di una politica nazionale per favorire l'arrivo di investimenti privati sul territorio (17%) sono ritenuti i principali motivi di peso sulla situazione economica e di limite allo sviluppo.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tragedia a Fossalunga, imprenditore e padre di due figlie trovato morto

  • Acqua micellare: le verità nascoste

  • Cade dallo slittino, batte la testa e muore in ospedale a 19 anni

  • Uccisa a Capo Verde: sui social una raccolta fondi per aiutare i figli

  • Chiede al bar gratta e vinci per 400 euro: non vince nulla ed esce senza pagare

  • Suicidio sui binari a San Fior, Venezia-Udine bloccata per tre ore

Torna su
TrevisoToday è in caricamento