Treviso città italiana dell’innovazione

Mercoledì 19 dicembre incontro conclusivo del Progetto europeo Organza. Tra le 9 best practices europee nel campo dell'innovazione, la realtà trevigiana H-Farm

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Il 19 dicembre si è tenuto nella sede di H-Farm a Cà Tron (Roncade) l'incontro "Policy Making per l'industria creativa", appuntamento in cui sono stati presentati i risultati finali del Progetto europeo Organza, che in 3 anni di attività, ha analizzato, valutato e identificato, in 6 paesi europei, 70 practices nel campo dell'industria creativa, identificandone le migliori caratteristiche e sperimentandone la trasferibilità.

Un progetto, che oltre a evidenziare le pratiche giuste per una start up di successo, ha voluto anche creare un social network di città europee creative di medie dimensioni, spesso non adeguatamente sfruttate rispetto alle proprie possibilità economiche.

Dall'incontro è emerso che a Treviso sono presenti 7,197 industrie creative nei settori del fashion, design e architettura e 1,641 nel settore dell'arte, media e advertising.

Nel Progetto Organza viene preso in considerazione anche il piano d'azione della Camera di Commercio in cui è emerso che Treviso in questi anni ha concentrato la propria attenzione nella progettazione industriale della moda e dell'artigianato e nello sviluppo di realtà imprenditoriali innovative. Tale propensione della città ha fatto si che nascessero incubatori di alto livello come La Fornace ad Asolo e H-Farm a Roncade e realtà internazionali di promozione e messa in rete dell'industria creativa quali Fabrica e Treviso Design.

Dati significativi che pongono Treviso tra le città europee di medie dimensioni più orientate all'innovazione.

Dall'analisi del Progetto Organza, infine, è emerso anche che Treviso tra le città analizzate (Navarra, Varese, Nottingham, Arnhem ecc) è la più progressista a livello di networking.

Come esempi positivi di networking, sono state analizzate, l'Associazione culturale trevigiana, Spazio Paraggi, presa ad esempio per la sua posizione nel cuore della città e le sue relazioni con i beni culturali e, La Fornace, incubatore di start-up, che accompagna i progetti imprenditoriali innovativi, attraverso un sistema di servizi non solo orientato al supporto, ma anche allo stimolo dello sviluppo aziendale.

Cultura e industrie creative sono, infatti, le componenti della nuova economia europea.

Ad oggi le industrie creative rappresentano il 3,3% del PIL e danno lavoro a 6,9 milioni di persone (3% dell'occupazione totale).

Innovazione tecnologica e creatività vengono pertanto sempre più poste al centro della ripresa economica europea e della disoccupazione giovanile.

Nonostante ciò la mancanza di un ecosistema adeguato (networking, coaching imprenditoriale, strumenti finanziari, crossover e riqualificazione urbana) impedisce uno sviluppo economico innovativo efficiente.

Tra le "piccole città" dell'innovazione analizzate da Organza sono state infine individuate 9 best practices di rilievo assoluto (Confetti, Cultuurinvest, Fashion District Arnhem, Fit Association, Flanders DC, De Winkelhaak, Klub dialog e The Hive), tra cui la realtà veneta H-Farm.

Una realtà italiana che in 7 anni di attività ha saputo supportare le idee di 170 ragazzi con l'approccio del "venture incubator". Un approccio innovativo, unico nel suo genere in Europa e capace di una crescita accelerata focalizzata sul web e sui media digitali, con investimenti venture capital.

Un po' incubatore e un po' investitore, H-Farm fornisce da un lato ai giovani imprenditori il capitale necessario all'avvio di una start-up dall'altro affianca il team con un approccio imprenditoriale, attraverso la fornitura di servizi amministrativi, finanziari e commerciali.

Fondata nel 2005, finora H-Farm ha investito oltre 9 milioni di capitale privato per lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e investirà altri 10 milioni nei prossimi 5 anni.

Inoltre, ad oggi, il portafoglio comprende 30 start-up, di cui quattro sono già state vendute con successo con un IRR (rendimento lordo di un progetto) superiore al 100%.

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