Treviso: terza citta' in Veneto per numero di manager

Ai primi due posti Verona e Vicenza

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Oltre un quarto dei circa 7100 manager attivi in Veneto lavora in provincia di Verona (26%, 1805) e circa il 23% nel vicentino[1]. È quanto emerge da un’analisi di DAS, compagnia veronese di Generali Italia specializzata nella tutela legale, che ha studiato una nuova soluzione (Difesa Manager) per fornire assistenza legale nei procedimenti penali, civili e amministrativi in cui possono essere coinvolti i dirigenti nell’esercizio delle loro funzioni. Secondo quanto rilevato da DAS la terza provincia veneta per presenza di manager è Treviso (19%, 1372), seguita a stretto giro da Padova (18%, 1254). Più distaccato il capoluogo Venezia (10%, 700), mentre la presenza di dirigenti è ridotta a Belluno (3%, 197) e Rovigo (2%, 122). Nella regione quasi 9 manager su 10 (89%) sono uomini, con un età in quasi due casi su tre (63%) supera i 50 anni di età. Alle poche donne va comunque la palma delle dirigenti più giovani: il 56% è ‘under 50’. Secondo l’analisi di DAS, il Veneto in termini assoluti è al quinto posto in Italia per numero di dirgenti d’impresa (7080, 7% del totale nazionale), preceduto solo da Lombardia (47.815, 45%), Lazio (16.279, 15%), Piemonte (9538, 9%) ed Emilia-Romagna (9.483, 8,9%). “Con sempre maggiore frequenza – spiega Roberto Grasso, amministratore e direttore generale di DAS – i dirigenti sono chiamati in causa per responsabilità penali e civili di vario tipo. Il quadro è reso più complesso dall’introduzione di nuove normative, come ad esempio il Regolamento Europeo 679 del 2016 (General Data Protection Regulation) che introduce sanzioni amministrative fino al 4% del fatturato mondiale della società per le violazioni delle disposizioni sulla privacy. Di fronte a questo scenario – conclude Grasso – abbiamo studiato una copertura partendo dall’analisi di quelle che sono le principali violazioni in cui incorrono le figure apicali delle aziende”. Su 220 sentenze esaminate a livello nazionale, relative ad azioni civili di responsabilità verso gli amministratori e riferite al periodo 2003 – 2013, quasi il 44% ha riguardato casi di “violazione della diligenza” e circa il 33% “irregolarità contabili”. Poco più di 1 sentenza su 4 (28%) ha avuto per oggetto casi di “prosecuzione dell’attività dopo la perdita del capitale sociale” e circa il 16% casi di conflitto di interessi. Meno rilevanza hanno avuto gli “atti eccedenti l’oggetto sociale o i poteri” (circa il 6% delle sentenze). Nel 40% delle sentenze è stata riconosciuta la responsabilità degli amministratori. Dall’analisi di DAS si evince che meno dell’1% (0,89%) dei lavoratori dipendenti delle imprese italiane sono manager, con una concentrazione più elevata in Lombardia (1,6%, quasi 48 mila), Lazio (1,1%, oltre 16 mila) e Piemonte (1,04, poco meno di 10 mila), più bassa in Calabria (0,12%), Basilicata e Molise (0,13 ciascuno). Difesa Manager è la copertura assicurativa di tutela legale specifica per le figure apicali delle aziende. Offre l’assistenza legale necessaria per difendersi di fronte a procedimenti penali, civili e amministrativi. Sotto il profilo penale la polizza copre sia i procedimenti penali di natura colposa (ad esempio per un infortunio a un dipendente dell’azienda), sia quelli di natura dolosa (a esempio per presunti reati societari quali le false comunicazioni sociali a danno di creditori); in quest’ultimo caso, però, il rimborso delle spese è garantito purché non vi sia una sentenza definitiva di condanna. La garanzia opera anche di fronte a procedimenti derivanti da violazioni del nuovo regolamento europeo della privacy noto come “GDPR”. La copertura prevede il rimborso di tutte le spese legali e processuali anche nel caso si debba difendere da una richiesta di risarcimento per danni, o la si debba promuovere contro terzi. DAS ha esteso la copertura non solo ai rappresentanti legali delle aziende, ai membri degli organi collegiali delle società (consiglio di amministrazione, collegio sindacale, organismo di vigilanza) ma anche ai procuratori speciali, ai quadri e a tutti coloro che in azienda sono responsabili della privacy o del servizio di protezione e prevenzione. La soluzione proposta offre massimali variabili, fino a 200.000 euro per singolo sinistro.

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