Colline del prosecco patrimonio Unesco: «Ora serve un cambio di mentalità»

La proposta di Federico Capraro, presidente di Confcommercio Treviso, che annuncia la nascita di una sorta di "Ascom delle colline del prosecco"

Il presidente di Ascom, Federico Capraro

Dopo l’esultanza, arriva l’ora dell’impegno e della responsabilità, e per Federico Capraro, presidente di Confcommercio Treviso, la nomina a patrimonio dell’Unesco della colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, apre ad uno sviluppo formidabile in cui il: «Ruolo della costituenda Fondazione e dei corpi intermedi sarà fondamentale per un garantire un futuro responsabile e per assicurare le corrette sinergie con Regione, Unesco e privati. La presenza della Camera di Commercio è essa stessa una garanzia, perché rappresenta una casa comune a cui tutte le imprese del territorio faranno capo, convergendo su un’identità unica».

Per la prima volta, dopo anni di sviluppo non strettamente regolamentato ed affidato a Sindaci ed imprenditori più o meno illuminati, l’Unesco, sottolinea Capraro: «Ci restituisce e ci ricorda una responsabilità chiedendoci di mantenere come capisaldi, con idee concrete e nuovi approcci, i valori della sostenibilità e della tutela del  paesaggio, fino a ieri solo programmatici ed oggi invece, diventati contenuto vincolante di un marchio di cui, idealmente ma anche economicamente, tutti diventiamo depositari e beneficiari. E come tali responsabili. Si apre quindi, per le imprese del turismo e del terziario, una nuova stagione, improntata ad uno sviluppo che deve necessariamente essere più consapevole, che chiede un cambio di mentalità, un approccio culturale nuovo che ponga come valore centrale non l’appetibilità del business di indotto, ma la tutela (vera) del paesaggio (vero valore) come motore di una nuova economia. Inizieremo noi stessi a farci parte attiva di questo nuovo corso, ridefinendo e rimodulando i confini geografici e comunali delle nostre delegazioni territoriali (quella di Conegliano e di Valdobbiadene oggi e domani unite nella delegazione “del Prosecco” con 20 Comuni e 20 fiduciari, laddove il titolo diventerà nuova identità e aprirà ad una nuova rete. Sarà un percorso articolato che sradica abitudini e che passa attraverso modifiche di statuto, ma che riscrive una storia associativa iniziata 70 anni fa, alla luce di un cambiamento epocale».

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