Villa Emo, sabato 20 luglio la chiusura del cantiere della scalinata

Restaurata dagli artigiani CNA con le ricette del Palladio

foto Arcangelo Piai

Sabato 20 luglio, alle ore 11.30, si terrà la cerimonia di chiusura del cantiere dell’intervento conservativo eseguito dagli artigiani CNA su Villa Emo nell’ambito del progetto di formazione pratica-teorica “Avviamento al restauro degli edifici di interesse storico artistico e monumentale”, iniziato il 12 gennaio scorso. Il maltempo ha impedito che il cantiere, inaugurato il 6 aprile, si chiudesse nei tempi preventivati ovvero a fine maggio.

IL RESTAURO DI PARTE DELLA SCALINATA Sono stati restaurati gli intonaci delle spallette laterali e i sovrastanti elementi lapidei della scalinata della villa palladiana, già proprietà del Credito Trevigiano e di recente acquisita dal magnate francese della finanza Vincent Gombault. Le spallette della scalinata erano state fino a qualche tempo fa ricoperte da un glicine che aveva rovinato gli intonaci, in seguito fatto rimuovere su richiesta della Sovrintendenza.

Per procedere al restauro, approvato dalla Sovrintendenza ai beni monumentali, era stato effettuato uno studio scientifico sui materiali che ha permesso di ricostruire le ricette degli impasti e degli intonaci che il Palladio utilizzò nel ’500 su Villa Emo. Le 44 ore del cantiere hanno consentito di eliminare i materiali che non erano compatibili, come il cemento utilizzato in uno degli ultimi restauri, e di sostituirli con materiali compatibili. È stata fatta quindi una pulitura delle copertine di pietra che ricoprono il muro con l’eliminazione  dei biodeteriogeni (alghe, muschi e licheni) utilizzando materiali di pulitura e protezione idonei ai lapidei presenti, il rosso di Verona e la scaglia rossa.

«Non ci sono state grandi sorprese rispetto a quanto previsto -racconta il prof. Pietro Rosanò, chimico,  direttore scientifico del progetto e docente- eccetto l’intonaco cementizio durissimo da rimuovere che ha richiesto più tempo del previsto. Il cemento è un materiale pericolosissimo per gli edifici storici. Rimossolo, abbiamo realizzato due strati: un fondo di grassello di calce e cocciopesto e la finitura di intonachino chiaro fatto con la stessa ricetta dell’intonachino originale della facciata della villa. Le copertine di pietra che ricoprono il muro sono state pulite e stuccate nelle parti sollevate. Su tutto applicheremo un protettivo silossanico invisibile, traspirante e idrorepellente».

NUOVE COMPETENZE PER LE IMPRESE ARTIGIANE DELL’EDILIZIA Imparare a restaurare edifici storici e monumentali è un plus importante per un’impresa edile. Per questo CNA ha promosso e realizzato questo progetto formativo insieme a Edilcassa Veneto, che ha finanziato l’intero percorso, e a Cosvem, con la collaborazione del Credito Trevigiano e della Fondazione Villa Emo onlus. L’obiettivo era far acquisire competenze specifiche alle ditte artigiane del settore edile per intervenire su edifici del valore di Villa Emo, sottoposti a vincolo della Sovrintendenza. Gli artigiani “scolari”, fior fior di professionisti del loro settore, hanno eseguito il restauro a titolo gratuito. «I corsisti sono stati eroici, mi hanno commosso per la loro voglia di fare, professionalità e disponibilità -aggiunge Rosanò- Sono trent’anni che lavoro con il mondo artigiano ma riesce sempre a stupirmi per la padronanza con cui usa le mani e la qualità del lavoro. Per il valore che ha è una categoria di persone non adeguatamente valorizzata nel nostro Paese». «Nel nostro territorio una parte non indifferente del patrimonio edilizio è storico e perciò sotto posto a vincolo paesaggistico e ambientale -afferma Giuliano Chies, responsabile sindacale di CNA territoriale di Treviso- Con questo progetto CNA ha voluto dare un’opportunità alle imprese di incrementare le proprie competenze sia in termini di metodo che di tecniche e di materiali per gli interventi su queste tipologie di immobili. Il programma è stato di successo, anche sul piano relazionale non solo tecnico e professionale». Un ruolo importante ce l’ha avuto il Cosvem, consorzio che opera sul territorio dal 1985 e che attualmente associa 87 ditte artigiane che operano nell’ambito del restauro, del restauro monumentale,  delle manutenzioni e delle costruzioni. Il Consorzio ha messo a disposizione gratuitamente l’allestimento e l’organizzazione del cantiere.  

IL FUTURO DI VILLA EMO Un commento sul passaggio di proprietà della storica villa palladiana di Fanzolo dal Credito Trevigiano a un privato d’Oltralpe la rilascia Alfonso Lorenzetto, presidente di CNA territoriale Treviso. «Villa Emo è un complesso di estremo valore architettonico e monumentale, che testimonia un periodo della storia e dell’arte della nostra Marca Trevigiana e del nostro Paese, pertanto tutto ciò che porterà a valorizzarla e rilanciarla, oltre quanto fatto in questo anni, è positivo. Il nostro auspicio è che la nuova proprietà sappia coinvolgere il territorio, le sue rappresentanze sociali e forze sociali, nel progetto di rilancio».

IL PROGRAMMA

Saluti e ringraziamenti
Giuliano Chies,  responsabile sindacale CNA territoriale di Treviso
Marco Perin, vicesindaco di Vedelago
Arch. Alfio Pegoraro, funzionario di Credito Trevigiano, già proprietario di Villa Emo

Intervento
Prof. Pietro Rosanò, responsabile scientifico del progetto
“Illustrazione del percorso formativo e dell’intervento realizzato”

Consegna degli Attestati
Roberto Strumendo,  Edilcassa Veneto 

Saranno presenti e si ringraziano: l’arch. Giorgio Sparisi, responsabile sicurezza e del cantiere, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, i direttori delle CNA territoriali, il responsabile regionale CNA Costruzioni ing. Fabio Fiorot, il Cosorzio Cosvem con il suo presidente Ilario Pavan, l’arch. Marta Schiavinato,  restauratrice, lo sponsor “Bongiorno Antinfortunistica” di Curno (BG), i partecipanti al percorso formativo. Buffet a chiusura dell’evento. 

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