Stefanel, la Regione vigila sulla vendita: «Si pensi ad un piano di rilancio industriale»

A luglio inizierà il processo di vendita dell’azienda e, con l'occasione, la Regione sta monitorando anche la procedura di amministrazione straordinaria del gruppo

La sede Stefanel a Ponte di Piave

E’ ad un punto di svolta per il territorio la vertenza su Stefanel, storico marchio identitario per il manifatturiero veneto che ha il proprio polo a Ponte di Piave. Giovedì si è infatti incontrato il tavolo ministeriale convocato dal Mise al quale hanno partecipato l’Unità regionale di crisi aziendali, coordinata da Mattia Losego che rappresentava anche l’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan, il commissario straordinario Raffaele Cappiello e i rappresentanti sindacali: al centro della convocazione l’aggiornamento sulla procedura di amministrazione straordinaria del gruppo della moda che conta circa 250 dipendenti tra la ‘casa-madre’ di Ponte di Piave (circa 80 dipendenti) e la rete retail nel territorio nazionale.

A luglio inizierà il processo di vendita dell’azienda, con la raccolta delle manifestazioni di interesse non vincolanti; seguiranno poi le richieste di accesso da parte dei potenziali acquirenti ai dati sensibili dell’azienda (la cosiddetta ‘data room’), fase che si concluderà con la raccolta delle manifestazioni di interesse vincolanti e con la cessione aziendale prevista entro settembre

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La Regione Veneto – attraverso l’Unità di crisi e l’assessorato al Lavoro - sta rinforzando però il proprio monitoraggio sulla vicenda e ribadisce "l’impegno, nell’ambito delle proprie competenze, a vigilare perché l’operazione avvenga in una prospettiva industriale di rilancio di un’azienda storica che è simbolo del manifatturiero veneto e italiano". Per la Regione Veneto, che ha seguito la vertenza in corso in ogni sua fase, l’unica seria prospettiva per questa realtà tessile e il relativo marchio commerciale sta in un solido rilancio industriale, con relative garanzie occupazionali, produttivi e commerciali.

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