Vendita di Villa Emo, il Comune chiede maggiore chiarezza e condivisione alla BCC

Il sindaco: "La vicenda è un fatto molto importante e coinvolgente perché tratta di un punto di riferimento per la comunità dal valore inestimabile sia sul piano culturale che storico"

In merito alle recenti vicende legate a Villa Emo di Fanzolo di Vedelago, interviene, con una nota, l’amministrazione comunale guidata da Cristina Andretta che ha convocato per lunedì 11 febbraio alle 18.30 un consiglio comunale monotematico straordinario: "La vendita di Villa Emo è un fatto molto importante e coinvolgente per Vedelago perché punto di riferimento ed identitario per la comunità dal valore inestimabile sia sul piano culturale che storico di conseguenza le preoccupazioni dei vedelaghesi sono legittime riguardo sia la sua futura destinazione sia rispetto alla fruibilità da parte del pubblico".

"Ci teniamo a sottolineare che le iniziative che abbiamo messo in campo ora non sono contro qualcuno, anzi, sono azioni che possono anche essere intese a supporto- continua il sindaco - Viste le difficoltà di gestione di Villa Emo e la conseguente scelta del Cda di vendere l’immobile, ci chiediamo perché sia stata condivisa da subito una strategia comune. All'atto dell'acquisto della stessa avevano partecipato i soci ed il sindaco e la comunità tutta era stata coinvolta e si era battuta a supporto della banca del territorio. Anche oggi si sarebbero potute condividere le esigenze, pur comprendendo che la Bcc è un ente privato che può scegliere in libertà. Chiaro che, se avessimo avuto davvero 5 anni di tempo, non avremmo aspettato gennaio 2019 per attivarci. Anche la vendita verso imprenditori locali poteva essere un'iniziativa comune da percorrere vista la disponibilità che abbiamo riscontrato. Tutta questa 'poca chiarezza' ha mosso animi e interessi di cittadini, soci, imprenditori, parrocchia ecc. che ci hanno spinto a pensare di non restare immobili di fronte ad un'operazione così coinvolgente per Vedelago. E questo abbiamo fatto. "La condivisione è partita da subito perché abbiamo dapprima cercato il dialogo ed ora il coinvolgimento del Consiglio comunale e dei cittadini. Un percorso passo dopo passo, per essere certi di aver interpretato in maniera corretta la volontà della comunità che rappresentiamo. Crediamo che una maggiore chiarezza e maggiori rassicurazioni aiuterebbero tutti" conclude il primo cittadino.

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In merito è anche intervenuto, per il Centro Guide Turistiche del Veneto, Lucia Maria Benedettio: "Ho letto le dichiarazioni del prof. Sgarbi. Non condivido e, mi permetto di dire, non sono corrette. Sicuramente la mia voce non è così autorevole ma mi limito a leggere la storia e a fare una riflessione che potrebbe essere utile: le Ville Venete non vengono costruite per la villeggiatura. I veneziani del Quattro e Cinquecento non vanno in campagna a divertirsi, vanno a lavorare. In quel momento c’è tutto da fare: bonificare il territorio e costruire il borgo. E’ nel 1700, quando la crisi è stata superata, che si comincia a costruite ville immense per utilizzarle per feste e per la villeggiatura; si entrerà quindi nel periodo dell'inesorabile decadenza. Chi ne trarrà beneficio? Napoleone, un francese. Curiosa combinazione che, tra i pretendenti, per Villa Emo oggi si parli anche di un ricco francese".

"La questione è senz’altro più complessa di come ho esposto superficialmente - continua Lucia Maria Benedettio - Sta di fatto che le Ville Venete nascono come fattorie dove tutti lavorano e contribuiscono alla sussistenza dell’economia di quel 'villaggio'. Pertanto, rilanciare Villa Emo passa attraverso il mantenimento della sua integrità; non ha da essere smembrata: si deve pensare, con un progetto organico e a lungo termine, a far funzionare: agricoltura, artigianato, trasporti, comunicazione, cultura, gastronomia e turismo. Grave errore vendere la sola Villa scorporando il resto. Sarebbe una bella sfida rimettere in gioco tutti questi settori. Potrebbero essere gli studenti delle Università a pensare ad un progetto che possa mettere in relazione tutti gli aspetti".

"Per questo il Centro Guide Turistiche del Veneto ha proposto di fare delle visite guidate il cui ricavato andrà a premiare il progetto che più si avvicina ad un possibile rilancio e organica gestione di Villa Emo. Le guide quindi svolgeranno il servizio gratuitamente e la somma ricavata sarà investita per finanziare il concorso di idee ed il suo vincitore. La scelta della banca sta purtroppo comunicando che il futuro di un luogo, come pure di una nazione, non ha bisogno dell’intelligenza per vivere, ma di un miliardario per sopravvivere. Sceglie di speculare su un patrimonio da chi possiede il denaro e che ci fa credere proteggerci dalla rovina. Dove sono la nostra inventiva e il nostro orgoglio veneto?" conclude Lucia Maria Benedettio.

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