Alla Fondazione Benetton un corso dedicato ai maestri del cinema

Stanley Kubrick, Billy Wilder, Roman Polanski e i Fratelli Coen saranno i protagonisti del nuovo corso ideato dall'associazione Cineforum Labirinto al via dall'11 febbraio

Un fotogramma di "2001: Odissea nello spazio" di S. Kubrick

A partire da lunedì 11 febbraio, Cineforum Labirinto organizza un corso di cinema dedicato alla scoperta di quattro registi che hanno influenzato il linguaggio e la storia della Settima Arte. Partendo dalla visione e dall’analisi di spezzoni saranno esaminati alcuni capolavori di quattro grandi maestri: Stanley Kubrick, Billy Wilder, Roman Polanski e i Fratelli Coen.

Il corso, ideato e curato dal professor Marco Bellano, critico cinematografico e docente presso l’Università degli Studi di Padova, è rivolto a studenti, videomaker, insegnanti e appassionati di cinema che vogliano scoprire o approfondire la cinematografia dei registi selezionati con una particolare attenzione alle connessioni e alle influenze tra i protagonisti delle lezioni. Il corso si articola in 6 incontri da 2 ore che si terranno di lunedì dalle ore 20.30 alle 22.30 a partire da lunedì 11 febbraio 2019 presso l’Aula seminari della Fondazione Benetton Studi Ricerche – Spazi Bomben, situata in via Cornarotta n. 7, a pochi passi da Piazza Duomo. Il costo del corso è pari ad 80 euro (ridotto a 75 euro per under 26 e over 65) e il termine per le iscrizioni è fissato per venerdì 8 febbraio. Il corso inizierà con un modulo dedicato a Stanley Kubrick e alle sue immortali pellicole come “2001: Odissea nello spazio” (1968), “Arancia meccanica” (1971) e “Shining” (1980). La filmografia di Kubrick è al tempo stesso una sfida al cinema di genere e la sua più alta celebrazione. Ad ogni pellicola l’orizzonte narrativo del regista cambiava totalmente, portando una rivoluzione nelle convenzioni a cui industria e spettatori erano avvezzi; eppure, la precisione calcolata e quasi spietata con cui ogni elemento veniva ricollocato finiva per trasformare tali film, paradossalmente, in nuovi riferimenti canonici. A unificare i molteplici volti di Kubrick stava un senso estetico profondamente consapevole e riconoscibile, fondato sulla pratica della fotografia.

Assoluto gigante della commedia ma non solo, Billy Wilder manifestò il suo eclettismo a partire dalla scrittura: quello che sarebbe diventato uno dei più poliedrici e prolifici registi cominciò a mettere alla prova il suo ingegno come sceneggiatore, a partire dagli anni 30. Ne risultò un temperamento artistico arguto, a suo agio nella commedia ma di bruciante efficacia anche nel dramma. Ogni genere era da lui trattato con la brillantezza visiva e verbale, sia che fosse il noir raffinato di “Viale del tramonto” (1950), la commedia travolgente di “A qualcuno piace caldo” (1959) o il dramma struggente di “L’asso nella manica” (1951). Il terzo regista che sarà analizzato durante il corso è Roman Polanski, anch’esso una celebrazione dell’eclettismo più alto: il regista, di origini polacche, ha articolato la sua carriera tra commedie, noir, film in costume e film storici, raggiungendo forse il suo massimo risultato con “Il pianista” (2002). Lo sguardo di Polanski è spesso fermo sulle relazioni umane e le loro tragedie, con un pessimismo che trae spunto anche dalle difficili vicende private del regista, dal brutale omicidio della moglie Sharon Tate alla controversa vicenda giudiziaria relativa a Samantha Geimer. Nel cinema, Polanski ha trasfigurato i suoi conflitti interiori in uno stile talvolta aggressivo, talvolta lirico, ma sempre coerente. In questo percorso tra registi, i Fratelli Coen chiudono un cerchio, aprendone molti altri. Pur essendo tra i registi che più rigettano l’etichetta di autori, muovendosi con divertita sfacciataggine tra i generi più classici - non ultimo il western con Il Grinta (2010) e La ballata di Buster Scruggs (2018)-, i Coen spesso tradiscono proprio la classicità che celebrano. Sceneggiatori, registi e montatori delle loro opere, i due fratelli, anche nascondendo i loro singoli apporti creativi dietro un nome collettivo che è quasi uno pseudonimo, non possono infine evitare di lasciare un segno “d’autore”, grazie a una potente coerenza di temi, stilemi visivi, volti d’attore e umorismo. Per info e iscrizioni scrivere una mail all'indirizzo: cineforumlabirinto@gmail.com

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