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I giorni della vendemmia

Presso Cinema Edera Dal 04/08/2012 Al 07/08/2012

E' di Treviso, precisamente di Sernaglia della Battaglia, Marco D'Agostin, il bravissimo protagonista de I giorni della vendemmia: film d'autore rivelazione del 2012, opera prima del giovane regista Marco Righi (classe 1983), prodotto e distribuito dalla piccola Ierà di Simona Malagoli.

Partito timidamente a febbraio con 3 copie nelle sale emiliane, grazie al consenso della critica e al passaparola del pubblico, continua il suo percorso nei cinema di tutt'Italia e arriva finalmente anche a Treviso sabato 4 agosto, al Cinema Edera.

Una storia fortemente cercata e voluta: nel 2010 la presentazione al primo festival internazionale, nel 2011 il riconoscimento della FICE, lo scorso 24 febbraio l'uscita nelle sale dell'Emilia Romagna e l'affluenza record di pubblico. Finalmente la consacrazione e la distribuzione sul territorio nazionale.

A presentarlo al pubblico di casa sua lunedì 6 agosto allo spettacolo delle 20.30 ci sarà proprio il giovane danzautore veneto (esordio ne "La Contrada" una delle compagnia teatrale più note in Veneto) che il Raindance Film Festival di Londra ha tributato così: "Una menzione speciale merita Marco D'Agostin la cui interpretazione, naturale e disinvolta, domina la pellicola".

Ispirato allo scrittore correggese Pier Vittorio Tondelli, di cui una citazione da "Altri Libertini" apre il lungometraggio, I giorni della vendemmia comincia con la prematura scomparsa di Enrico Berlinguer (in una sequenza finale viene mostrato l'ultimo comizio di Padova del giugno 1984) e racconta l'educazione sentimentale dell'adolescente Elia (Marco d'Agostin) stretto nella morsa tra l'arrivo di una giovane - suadente - cittadina, Emilia (Lavinia Longhi), e il ritorno dell'inconcludente ma carismatico fratello, Samuele (Gian Marco Tavani). Sullo sfondo quell'Emilia guareschiana, mondo piccolo rurale.

Niente effetti speciali dunque, né colpi di scena, "I giorni della vendemmia è uno di quei lungometraggi in cui non vi è premura nello svelare, ma nel restituire qualcosa allo spettatore" attraverso una fotografia delicata, una colonna sonora essenziale, un cast credibile. Una storia semplice dal linguaggio universale: "Un piccolo film, una grande opera difficile da cancellare dalla mente" (Alain Bichon - Vivilcinema).

"Nel film di Righi, come in tutti i libri di Pier Vittorio Tondelli, i corpi sono sempre al centro: si sfiorano, si avvertono l'un l'altro. Religione e politica, sono contorni." (Enrico Palandri - Rolling Stone).

Il film è stato girato senza alcun finanziamento pubblico da una troupe di professionisti italiani la cui età media è inferiore ai 26 anni e nel 2012 ha ottenuto l'Interesse Culturale Nazionale dal MiBAC.

 

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