Elena Cappelletto e Mirella Scotton: Natura Mirabilis

ELENA CAPPELLETTO e MIRELLA SCOTTON
Natura mirabilis
a cura di Roberta Gubitosi
14 settembre -17 novembre 2019

inaugurazione sabato 14 settembre ore 18.00
47Anno Domini

Il titolo Natura mirabilis vuole sottolineare la ricerca di grazia e di bellezza che segna i percorsi distinti delle artiste Elena Cappelletto e Mirella Scotton. Pur nella diversità degli intenti e degli esiti, lo sguardo delle artiste è rivolto a cogliere gli aspetti suggestivi e meravigliosi della natura.
L’opera di Elena Cappelletto è incentrata sull'essenza effimera della bellezza, resa attraverso delicate elaborazioni formali e una gamma cromatica luminosa e raffinata, impreziosita dall'impiego della foglia oro. Le sue Butterflies come le figure femminili divengono simbolo di una realtà precaria e inafferrabile che a volte sembra smaterializzarsi sotto lo sguardo dell'osservatore. Le veloci spatolate appaiono come una moltitudine di battiti d'ali che vibrano e poi svaniscono assorbite dalla luce. Ogni elemento formale sembra moltiplicarsi secondo movimenti calibrati che a volte si strutturano in direzioni ascendenti e discendenti, a volte invece seguono un moto circolare come in una danza. Nelle figure femminili invece la perizia tecnica si spinge fino alla definizione quasi iperrealistica dei particolari. Tale ricerca di perfezione formale sembra poi lentamente dissolversi nel fondo, segnato dallo “sfarfallio” luminoso e leggero dei tocchi pittorici e della foglia d'oro. Un movimento surreale avvolge le figure di donne sognanti quale materializzazione dell'insieme di emozioni, sensazioni, pensieri.
Visioni intime e suggestive lungo il fiume Sile divengo protagoniste della serie di opere di Mirella Scotton. È il luogo in cui immergere lo sguardo e rievocare lontane sensazioni, memori degli anni trascorsi nel trevigiano. Carico di ricordi, il Sile diviene il “fiume del silenzio” da riscoprire addentrandosi negli angoli “dimenticati” per cogliere le atmosfere liriche segnate dal lento trascorrere delle stagioni. Il percorso rappresenta un ritorno alle origini che porta alla trasfigurazione del luogo. La matrice impressionista della sua pittura rende le atmosfere delicate, in cui le forme del paesaggio si fondono e divengono evanescenti. La stesura del colore a piccoli tocchi non è rivolta unicamente a registrare le variazioni luminose; esprime soprattutto una visione intimistica, in cui la luce assorbe lentamente le forme della vegetazione restituendo pure sensazioni emotive. In particolare le atmosfere autunnali rendono l’immagine del fiume immobile, in cui la pluralità dei riflessi esprime una visione panica della natura. L’osservatore è invitato a perdersi nello spazio cromatico in un estasi di colori capace di rievocare infinite sensazioni.
Roberta Gubitosi
https://www.47annodomini.it

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