Dal cervino all'Himalaya: incontro con l'alpinista François Cazzanelli

Venerdì 8 novembre 2019, l’alpinista e Guida Alpina di Cervinia François Cazzanelli racconta i suoi ultimi traguardi sportivi in occasione della serie di incontri a tema organizzati dal Club Alpino Italiano, sezione di Castelfranco Veneto.

François Cazzanelli, classe ’90, è reduce dalla sua ultima spedizione in Nepal, che lo ha visto protagonista di un record di velocità sul Manaslu (8.163 m) con il suo stile classico e leggero: da campo base, vetta e ritorno al campo base ha registrato il tempo di 17 ore e 43 minuti; percorrendo 44 km, 3280 mt di dislivello in salita e discesa e portando con sé tutto il mio materiale. Cazzanelli in questa occasione ha migliorato di ben 3 ore e 31 minuti il record di Andrzej Leszek Bargiel, l’alpinista polacco che, nel 2014, partito dal campo base raggiunse la vetta e fece ritorno in 21 ore e 14 minuti. Questo è solo uno degli ultimi successi inanellati dalla Guida Alpina di Cervinia. Figlio d’arte: il cognome della famiglia del padre, Cazzanelli, e quello della famiglia della madre, Maquignaz, sono legati indissolubilmente da più di un secolo al mestiere di Guida Alpina e all’Alpinismo da ben cinque generazioni. Solo nel 2019 a gennaio ha scalato e raggiunto la vetta del Monte Vinson in Antartide; a maggio ha raggiunto per ben due volte la vetta del Denali, in Alaska, da due vie differenti, la “West Rib” e la “Cassin” firmando la terza ripetizione italiana dal ’61; e in autunno la vetta del Manaslu (8.163 m). Mentre nella primavera del 2018, è stato protagonista in Nepal di due salite, la prima in qualità di guida alpina verso la vetta dell’Everest (con l’uso dell’ossigeno per garantire la sicurezza del cliente); la seconda, di alpinista, raggiungendo la vetta del Lhotse, la quarta montagna più alta del mondo in cordata con Marco Camandona senza l’ausilio dell’ossigeno (unici italiani ad aver scalato il Lhotse nel 2018). Sempre nel 2018, a settembre, con il collega svizzero Andreas Steindl (CH), ha realizzato il record di concatenamento delle 4 creste del Cervino (Hörnli, Furgen, Zmutt e Leone) in 16 ore e 4 minuti ottenuto il 12 settembre 2018 migliorando di ben 7 ore il record precedente del ’92 di Hans Kammerlander e Diego Wellig di 23 ore. Solo una settimana dopo, il 21 settembre, Cazzanelli si è reso protagonista, con Emrik Favre e Francesco Ratti, dell’apertura di una nuova via di roccia che risale direttamente nella parte più ripida dello scudo della parete sud del Cervino e per questo battezzata “Diretta allo Scudo”: che presenta 10 lunghezze, circa 350mt, con una difficoltà massima stimata fino al 7A / 7A+. Proprio dal padre è partita l’idea di aprire questo itinerario che aveva già visto parecchi anni fa ma che aveva ritenuto troppo difficile per l’epoca e che poi François ha sviluppato con l’amico e alpinista di esperienza Roberto Ferraris (che però non ha partecipato alla salita ma sempre presente negli altri tentativi precedenti). Nello Scudo, infatti, c’era già una via ma che non trovava una soluzione diretta nella parte più ripida. La “Diretta allo Scudo” fortemente voluta da François Cazzanelli e Roberto Ferraris, risolve dunque uno degli ultimi “problemi” del Cervino. Dal 2009 al 2011 François Cazzanelli ha fatto parte della Nazionale Italiana di sci alpinismo e attualmente continua a gareggiare nelle più importanti competizioni internazionali di lunga distanza. Dal 2012 è membro della Società Guide Del Cervino. Dal settembre 2011 al 2016 ha fatto parte della “Sezione Militare di Alta Montagna del Centro Sportivo Esercito di Courmayeur”.
Ha ripetuto e aperto svariate vie sul Monte Bianco, Cervino e Monte Rosa e ha partecipato a dodici spedizioni extraeuropee dall’Himalaya alla China fino alla Patagonia Argentina. Cazzanelli, molto sensibile alla salvaguardia dell’ambiente, sta portando avanti la sua personale campagna #cleanwithFranz. «Ogni volta che sono andato ad allenarmi o ho fatto una salita in montagna - racconta Cazzanelli dalle sue pagine social - , ho raccolto i rifiuti che trovavo e li ho riportati a valle. Un piccolo contributo all’ambiente? Se lo facessimo tutti, se rispettassimo la natura ed avessimo più senso civico, vivremmo sicuramente in un mondo migliore e più pulito».

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