Mostra "Il corpo della Pittura" di Claudio Massini

Treviso ospita all’interno della preziosa cornice del Museo di Casa Robegan di Treviso la mostra “Il Corpo della Pittura” dove sarà presentato, dal 24 marzo al 01 maggio 2017, il lavoro dell’artista Claudio Massini. L’esposizione si articola nei due livelli dello storico palazzo rinascimentale, dove sarà possibile conoscere una selezione di 70 opere pittoriche realizzate nel corso della sua lunga attività artistica. Le opere esposte sono state selezionate tra i grandi lavori presenti in varie collezioni museali.

Nei lavori dell’artista la superficie della tela accoglie dai trenta ai quaranta strati sovrapposti di pigmento. Questa stratificazione fa emergere di volta in volta tonalità diverse di colore. Sulla superficie appaiono leggerissime linee che s’intersecano fitte e che danno vita alle composizioni. In alcune tele il segno è inciso da una punta metallica che, graffiando la superficie pittorica, rivela il colore sottostante. Il soggetto dell’opera emerge grazie alle campiture che aggiungono ulteriore spessore materico, restituendo così una superficie in rilievo.

Con un'operazione artistica ulteriore il pittore, nelle tele, trasforma elementi di uso comune in soggetti iconografici. La genesi formale di questa iconografia risale alle sperimentazioni degli anni Settanta dove alcuni elementi rielaborati come rami di corallo, ghirlande, scale, stanze, fiale, nasse, diventano soggetto ripetuto in maniera ossessiva ma mai uguale. Come nel modus operandi di Giorgio Morandi c’è la volontà di perfezionare l’opera attraverso uno studio ripetuto della forma, come in un mantra o una preghiera. Per Massini però il soggetto non è quasi mai reale ma è frutto di un’immaginazione creativa che prende vita in un subconscio onirico che muta di continuo, seppur in modo impercettibile, come in un sogno ricorrente. La bellezza dei colori è nella preziosità della materia. I rossi vibranti della cocciniglia si contrappongono a quelli più cupi del murice e del sangue di drago. I bianchi opachi d'osso bruciato fanno da contraltare a quelli polverosi dello zinco. Polveri di fiori per l'indaco e polveri minerali per il blu lapislazzulo. Con sapienza alchemica i componenti vengono macinati, miscelati, decantati ed in fine usati con maestria rinascimentale. Ogni quadro è il frutto di una pittura sofisticata che attraverso un procedimento iterativo da vita alle nature sospese nello spazio stratificato della tela.

Scrive dell’artista Philippe Daverio: “Ha inventato una metadecorazione che non è più Verbrechen (Cfr. Claudio Massini, Lo Scandalo della Pittura) perché è capace di trasportarsi in una dimensione poetica pura, in una fantasia ludica dove la combinazione degli elementi di ieri e di oggi, l’applicazione manuale coniugata all’elaborazione mentale vanno a costituire un cosmo inatteso ma solido. La metafisica esiste ancora. Un’altra metafisica.

BIOGRAFIA

Claudio Massini è un autorevole esponente della pittura contemporanea italiana. Dopo aver trascorso la giovinezza a Trieste si trasferisce a metà degli anni Settanta a Napoli per frequentare l'Accademia di Belle Arti. Dal 1979 vive e lavora a Treviso.  I suoi lavori sono entrati a far parte di prestigiose collezioni pubbliche e private come la collezione VAF-Stiftung del MART di Rovereto, la collezione permanente del MAMbo, Museo d'Arte Moderna di Bologna. I suoi lavori sono presenti inoltre al Museo Internazionale di Arte Applicata Oggi di Torino, al Museo Sartorio e al Museo et Arte di Trieste, al Museo del Novecento Castel Sant’Elmo a Napoli e presso la collezione dell’Associazione Metastorica a Milano.

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