35^ Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia di Sarmede

  • Dove
    Casa della Fantasia
    Via Guglielmo Marconi
    Sarmede
  • Quando
    Dal 22/10/2017 al 04/02/2018
    feriali (dal lun. al ven.): 9 - 17; festivi e prefestivi: 10 - 19; dal 26.12.2017 al 05.01.2018: 10.30 - 19; Giorni di chiusura: dal 21 al 25 dicembre e 31 dicembre
  • Prezzo
    4 euro
  • Altre Informazioni
    Sito web
    sarmedemostra.it

Un mondo sottosopra, fatto di poesia e leggerezza, di viaggi e di nuove scoperte, percorso da venti d’Oriente e intessuto di suggestioni fiabesche che arrivano da lontano. Un universo fantastico che ci parla da vicino, aiutandoci a leggere e comprendere anche gli aspetti più complessi della nostra realtà di ogni giorno. Le immagini della fantasia, la Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia (organizzata dal Comune di Sàrmede e dalla Fondazione Štěpán Zavřel, curata da Monica Monachesi e sostenuta dalla Regione del Veneto e dalla Provincia di Treviso) arriva alla sua 35ma edizione e spalanca le porte sulla complessità del mondo in cui viviamo, mettendo in comunicazione tra loro spazi e storie solo apparentemente lontani e in realtà collegati dal potere magico dell’immaginazione.

Il mondo a testa in giù è quello che incontriamo da bambini, facendo girare su se stesso il globo terrestre. Ed è, nel contesto di quella che è la più importante mostra che l'Italia dedica all’illustrazione per l’infanzia, un luogo incantato da esplorare insieme: il Giappone, Paese ospite di quest’anno. Una destinazione lontana ed esotica per un viaggio da compiere insieme, accompagnati per mano da Momonoko Taro, il bimbo nato da una pesca. È lui l’icona di questa mostra, nonché il protagonista di una tra le fiabe più note della tradizione giapponese. Un piccolo eroe a caccia di orchi da sconfiggere, per ricordare ai bambini - e anche ai grandi - il potere enorme della fantasia.

Ed è all’Ospite d’onore Philip Giordano - Premio Andersen 2017 con “Il pinguino che aveva freddo”, nato in Liguria da madre filippina e padre svizzero, e da anni legato a doppia mandata (per suggestioni e per scelte di vita) al Giappone e al suo immaginario - che è stato affidato il compito di “raccontarci” Momonoko Taro e i suoi amici. La sezione a lui dedicata, “Storie dall’arcipelago sottosopra”, è anche la narrazione del suo viaggio personale in terra nipponica, tra draghi volanti e piogge di eteree meduse, vulcani innevati e scimmie impertinenti. Un universo di immagini in continua espansione, grazie alle storie tradizionali raccolte in Mukashi Mukashi: che è la traduzione giapponese del nostro “c'era una volta”, ed è - anche - il titolo del 13mo albo illustrato (edito da Franco Cosimo Panini) realizzato per Le immagini della fantasia. C’era una volta in Giappone, dunque, con otto fiabe raccolte e raccontate in maniera del tutto nuova, illustrate da un team di artisti giapponesi e italiani, in un dialogo ricco di suggestioni e scoperte tra demoni e samurai, creature magiche e animali parlanti.

E il percorso di scoperta prosegue giocando, come nella migliore tradizione di Sàrmede: replicando il successo della scorsa edizione, anche quest’anno i visitatori potranno cimentarsi con il memory giapponese “Yōkai: mostri e spiriti giapponesi”, scoprendo le carte - disegnate in Giappone, realizzate in serigrafia in Italia da Else - del tapiro rubasogni o del fuoco della volpe. Anche la parola, ovviamente, giocherà la sua parte: gli haiku classici di Bashō e Issa, forma raffinatissima di poesia che ci arriva dal Sol Levante, saranno presenti in mostra con le illustrazioni realizzate appositamente dagli allievi della Scuola Internazionale di Illustrazione, guidati da Linda Wolfsgruber (per l’incisione) e da Mara Cozzolino (per la xilografia giapponese). Per finire, un tuffo nell’immaginario parallelo dei bambini giapponesi attraverso l’incontro con i libri che li accompagnano nei loro personali “viaggi della fantasia”: è “Nihon no Ehon: il Giappone nei libri illustrati”, una raccolta di albi - organizzata dall’Ambasciata del Giappone in Italia e dal Japanese Board on Books for Young People (JBBY) - che possono essere “letti” solo guardando le immagini, superando ogni barriera linguistica.

Il viaggio, tema portante de Le immagini della fantasia, continua e si espande poi oltre i confini dell’Estremo Oriente, avvolgendo il mondo in una rete di suggestioni e rimandi. La scoperta della natura e del cosmo, il viaggio verso una nuova casa, l’amicizia con gli animali, la fiaba, la sfida di un’avventura nell’ignoto: questo e molto altro si intreccia nei segni e nei colori delle tavole esposte nella sezione Panorama, la collettiva che raccoglie oltre 30 libri ed autori da tutti gli angoli del mondo. Con un occhio di riguardo al fumetto, dove la narrazione diventa flusso di parole e si compenetra ancor più con le immagini.Il viaggio, però, non è sempre una scelta. A volte - ce lo raccontano le cronache degli ultimi tempi - è una coazione alla fuga, una ricerca di speranza e di una vita migliore. Lo visse sulla propria pelle Štěpán Zavřel, artista boemo che qui a Sàrmede mdiede vita al “paese della fiaba” che conosciamo oggi (e all’opera di Zavřel, come ogni anno, è dedicata una sezione, con tavole originali del suo volume “Jacopo il giullare”).

Lo vivono ogni giorno bambini, donne, uomini in ogni angolo del pianeta. Che è, oggi più che mai, un Pianeta migrante - non a caso il titolo di una sezione speciale della mostra, in cui le immagini e i racconti intessono voci, sogni e ricordi di piccoli in viaggio, costretti a lasciare le proprie case. Dalla trasposizione in chiave moderna dei racconti di De Amicis alle figurine in viaggio della cilena Francisca Yáñez, che portano con sé frammenti di vita e di memoria - ritagli di giornale, lettere, oggetti cari - “Pianeta migrante” accoglie testimonianze e suggestioni fondamentali per interpretare e comprendere i percorsi di un’umanità in movimento. La vocazione creativa e interattiva de Le immagini della fantasia si concretizza, infine, nel Planetarium: una finestra aperta sul cosmo in cui quest’anno brilla la stella di Rocío Araya, che insegna a vedere le illustrazioni come puzzle da scomporre e ricomporre, creando collage di carta e fotografie, intervenendo con strappi e graffiti, mettendoci in gioco pezzo dopo pezzo.

E l’invito a mettersi in gioco - valido per i più piccoli, e non solo - resta aperto per tutti i tre mesi di durata della mostra, con un denso calendario di attività creative, concerti, laboratori e incontri con gli autori, letture-spettacolo (in italiano e in inglese), attività con le biblioteche del territorio (a Montebelluna, Istrana e Oderzo), visite guidate e tour fra gli affreschi che popolano il “paese della fiaba”. A guidare bambini, genitori, insegnanti ed appassionati in questo viaggio di esplorazione ci saranno illustratori come Mara Cozzolino, Philip Giordano, Guridi, Yocci, Marco Paschetta, Francisca Yáñez; ma anche autori come Giusi Quarenghi, esperti di letteratura dell’infanzia, art director e altri artisti…e maestri del tè.

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