Prorogata la mostra "Leopoldo Metlicovitz, l'arte del desiderio"

Dato il successo e il gradimento del pubblico, la mostra Leopoldo Metlicovitz. L’arte del desiderio sarà prorogata fino a domenica 10 novembre 2019. Il Museo, che ha sede nel complesso di San Gaetano in via Carlo Alberto 31 a Treviso, è aperto dal mercoledì alla domenica con orario 10-18 (ultimo ingresso 17.30).

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Dato il successo e il gradimento del pubblico, la mostra Leopoldo Metlicovitz. L’arte del desiderio sarà prorogata fino a domenica 10 novembre 2019. Il Museo, che ha sede nel complesso di San Gaetano in via Carlo Alberto 31 a Treviso, è aperto dal mercoledì alla domenica con orario 10-18 (ultimo ingresso 17.30). La mostra trevigiana fa seguito a quella che Trieste, città natale di Leopoldo Metlicovitz, gli ha dedicato nel centocinquantenario della sua nascita al Museo Revoltella e al Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”. Riprendendone naturalmente tutti i capolavori fondamentali, ma scegliendo di indagare Metlicovitz sotto nuovi punti di vista. Soffermandosi sul suo rapporto con la Ricordi, ma esplorando anche aspetti diversi e poco noti della sua amplissima produzione grafica, dai calendari alle piccole locandine. “Creazioni” che nella loro specificità mostrano il “marchio Metlicovitz”, inconfondibile e potente. Un ulteriore approfondimento è riservato al tema del paesaggio, per nulla scontato in un artista che era maestro della figura e della teatralizzazione e di cui, invece, si mostra attentissimo lettore. Sono manifesti turistici e dedicati a prodotti per l'agricoltura che mettono in piena evidenza il paesaggio e manifesti che promuovono l'uso dell'automobile per i quali l'ambiente funge da sfondo. Di Leopoldo Metlicovitz saranno in mostra molti dei suoi lavori più rappresentativi dedicati a prodotti commerciali e industriali, ma anche a grandi eventi come l'Esposizione internazionale di Milano del 1906, a famose opere liriche, da Madama Butterfly a Turandot.

«L’esigenzasottolinea il Direttore del Polo Museale del Veneto Daniele Ferrara - di attrarre l’attenzione del pubblico su questo o su quel prodotto ha sollecitato gli artisti impegnati nella grafica pubblicitaria a progettare immagini che, tramite l’eleganza del disegno, l’impatto del colore, l’espressione dei sentimenti, la forza iconografica, risultassero penetranti e persuasive nell’immaginario collettivo. Le venature più intime e individuali di un artista vengono a scoprirsi nel confronto a viso aperto con lo spettatore ed è questo uno degli elementi più interessanti dell’arte della pubblicità. Metlicovitz fu un maestro in questo ambito della produzione artistica. A distanza di oltre un secolo alcune sue opere costituiscono ancora delle vere e proprie “icone”: penso ai manifesti per la Turandot e per Madama Butterfly realizzati per le Officine d’Arti Grafiche Ricordi, la storica casa editrice musicale con cui Metlicovitz lavorò. Il “riuso” di quelle immagini, anche al solo scopo di ornamento – di una stanza, di una scatola, di un segnalibro – testimonia la loro incisività, in altra epoca e in altro modo. Così leggiadre e al tempo stesso così dense di significato e capaci sempre di commuovere».

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