Esposizione di Arte Contemporanea "Oltre l'immagine"

L'ottava mostra "Oltre l'immagine" coinvolge sei artisti che esprimono interpretazioni diverse della natura.

Inaugurazione venerdì 7 dicembre, ore 17.30
Espongono gli artisti: Enzo Barbon, Gaetano Brugnano, Sandra Cocco, Antonio Favale, Elena Ortica, Aldo Pallaro.
A cura di Roberta Gubitosi

La Rassegna d'Arte Contemporanea OLTRE L'IMMAGINE è nata nel 2017 con l'intento di stimolare la riflessione sui diversi livelli di lettura e sui possibili significati dell'opera d'arte attraverso il confronto di varie esperienze. La mostra ospitata nell'edificio Ex-Pattinodromo è l'ottava della Rassegna e coinvolge sei artisti che esprimono interpretazioni diverse delle forme della natura. Ogni particolare punto di vista dà origine a una pluralità di ricerche, per cui l'opera è il risultato di una rielaborazione della realtà e non di una semplice riproduzione della visione. Le varie tecniche e i diversi materiali inoltre invitano l'osservatore a scoprire le possibili relazioni tra materia e immagine entrando nello specifico del modus operandi di ogni artista.

Il continuo scorrere delle acque del fiume Piave anima le liriche visioni di Enzo Barbon in cui ogni forma si stempera attraverso le liquide stesure cromatiche che si ripetono in un tempo infinito. Le sculture di Gaetano Brugnano, memori della scomposizione futurista, emergono dal marmo e dal legno attraverso il movimento delle linee, rievocando immagini di mitiche figure e di animali fantastici. Diversamente le forme organiche di Sandra Cocco si librano nello spazio secondo un labirintico articolarsi stimolando l'immaginazione e rievocando l'originario processo di nascita e metamorfosi di ogni elemento della natura. Il luogo viene trasfigurato nelle cime montuose di Antonio Favale, scolpite da plastiche pennellate capaci di scomporre e ricomporre l'unità della percezione restituendo la suggestiva visione interiore del paesaggio.

Nelle opere di Elena Ortica, i movimenti dei corpi femminili sembrano avvolgere e plasmare lo spazio circostante, creando eleganti e precari equilibri memori dell'originaria armonia tra uomo e natura. Aldo Pallaro infine incentra tutta la sua ricerca sulla materia viva del legno, che non perde mai la sua originaria natura: così tagliato, piegato, lavorato, il legno apre le sue forme secondo la scansione ritmica del tempo e dello spazio divenendo metafora dell'esistenza.

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