Teatro del Pane: due spettacoli della regista Francesca Merli in scena nel weekend

  • Dove
    Teatro del Pane
    Via Fontane, 91
    Villorba
  • Quando
    Dal 11/01/2020 al 12/01/2020
    Dalle 18
  • Prezzo
    Contributo Spettacolo 15€ Contributo cena+spettacolo 35€
  • Altre Informazioni

Sabato 11 e domenica 12 gennaio 2020 il Teatro Del Pane ospiterà due spettacoli. Domesticalchimia presenta due opere della regista trevigiana Francesca Merli. Sabato 11 gennaio “Sonnambuli”, il suo nuovo progetto, vincitore del bando testinscena 2019 e domenica 12 gennaio invece “Una classica storia d’amore eterosessuale” ormai un vero e proprio cult che ha vinto il Premio Theatrical Mass e il premio nuove scoperte dell’Opera Prima Festival. Non è così comune, al giorno d’oggi, imbattersi in gruppi teatrali e teatranti come questo, che seguano un filo logico comune nei loro spettacoli, che abbiano idee contestualizzate e drammaturgie che le rispecchiano.

“Sonnambuli - il vuoto di te, il vuoto del mio cuore” (in scena sabato 11 gennaio alle 21:30) è un lavoro che prova a indagare alcune sfaccettature della perversione contemporanea. In una relazione a due così intensa e profonda, dove i personaggi fanno di tutto pur di non affrontare il fallimento della separazione, vengono a galla i nodi che impediscono alla coppia di trovare la propria dimensione di normalità. Cos’è, allora, davvero perverso? I tentativi fantasiosi che i due mettono in atto pur di andare avanti, o l’accanimento disperato nel voler a tutti i costi restare uniti, fare uno, quando in realtà le contingenze richiederebbero di prendere una decisione più coraggiosa. Fino a che punto si è disposti a farsi del male per non cadere nella “trappola” dell’addio? I sonnambuli sono coloro che vivono addormentati: mangiano, lavorano, si riproducono, parlano… senza mai aprire gli occhi. Lui e Lei (una coppia senza nome) vivono insieme nel segno dell’amore. Sono giovani ma sul filo del rasoio, in altre parole, tra pochi anni non lo saranno più. Ciò che li accomuna è un’insoddisfazione cronica nei confronti della vita, sempre troppo arida di eventi e prospettive nei loro confronti. Per esorcizzare la noia e le giornate che si ripetono sempre uguali, i due mettono in piedi delle vere e proprie “rappresentazioni”, che vanno dalla coreografia danzata andando perfettamente a tempo, alla messa in scena di situazioni di ogni sorta, ai tentativi di suicidio simulati (in realtà neanche troppo simulati). A rendere il tutto ancora più complicato, ci pensa l’inquilino che vive nel seminterrato, un misterioso personaggio che ogni giorno, puntualmente, produce un rumore insopportabile al quale i due non riescono a dare una spiegazione. E sarà proprio questa presenza/assenza disturbante (l’inquilino non compare mai sulla scena, è un fantasma) a risvegliare in Lei il ricordo di un evento traumatico che la porterà a compiere un gesto inaspettato.

Domenica 12 gennaio alle 18 invece sarà la volta di “Una classica storia d’amore eterossessuale”, I personaggi di questa storia non hanno un nome. O meglio, ce l’hanno, ma non lo scopriremo mai. “Dov’è tuo padre?”, chiede la madre al figlio, “Dov’è tua madre?”, chiede il padre al figlio, “Dov’è la mamma?”, chiede il figlio al padre, “Hai mangiato?”, chiedono tutti quando non sanno cosa dire. Se attraverso il linguaggio si costruisce e penetra la realtà, quella di “Una classica storia d’amore eterosessuale” è una realtà fatta di funzioni, dove i nomi propri scompaiono insieme alla capacità di darsi un’identità precisa. Ci si definisce attraverso un ruolo, o meglio, attraverso un’interpretazione di esso, mediata da tradizionali luoghi comuni: una madre non può bere una birra, un padre non può mettersi a piangere e un figlio non può non somigliare a nessuno dei due genitori. Ma che succede quando l’abito che ogni giorno ci mettiamo addosso comincia ad andarci stretto? Anche per questo weekend sarà attiva la promozione Vieni a teatro con 3 euro che permetterà a tutti i giovani 18/25 di accedere agli spettacoli con un contributo di 3 euro invece di 15 euro.

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