Fondazione Benetton: proiezione documentari sulla Cina il 25 luglio ed il 1 agosto

Mingong

Giovedì 25 luglio e giovedì 1° agosto alle ore 21, nell’auditorium delle Gallerie delle Prigioni di Treviso, la Fondazione Benetton Studi Ricerche, con la collaborazione del Sole Luna Festival, propone due serate di cinema documentario sulla Cina, due viaggi nel tempo e nello spazio dei suoi paesaggi contrastanti e nei mosaici della sua umanità. Gli appuntamenti sono organizzati nel contesto della mostra documentaria e di arte contemporanea The Ground We Have in Common, realizzata dalla Fondazione Benetton e dalle Gallerie delle Prigioni, e dedicata alla trentesima edizione del Premio Carlo Scarpa, che quest’anno vede protagonisti I giardini del tè di Dazhangshan e il tema della cura della terra bene comune.

Giovedì 25 luglio alle ore 21 sarà proiettato Mingong (Italia, 2016, 52’),

film documentario di Davide Crudetti

Cosa vuol dire andarsene? Lasciare gli amici, i figli appena nati, le montagne in cui sei cresciuto? Salire su un autobus, verso la grande città. Vivere in cinque in una stanza, uguale a migliaia di altre stanze. Cosa vuol dire tornare? Vedere un villaggio di anziani che invecchia correre dietro a un futuro che non lascia spazi. Sostituire la tua casa di legno con una uguale ma di cemento. Ritrovare tutto e non riconoscere niente.

«Mingong», racconta il regista, «è stato un percorso alla ricerca dei milioni di cinesi che dalle campagne dell’interno si riversano nelle megalopoli costiere. Siamo partiti dalla fine, dalle periferie di Guangzhou, e siamo arrivati all’inizio, nel villaggio di Dimen, cercando quelli che lasciano lì i loro genitori e i loro figli e partono per la città. Ci siamo fermati su alcuni volti, su alcune parole, e abbiamo deciso di approfondire, di farci trascinare all’interno di un mondo lontano da noi ma forse poi neanche così tanto».

Un boom economico e tutto quello che ne consegue in una piccola parte di un paese gigantesco. Mingong racconta un viaggio nel tempo, dalla Cina di oggi a quella che va scomparendo. Un mosaico di facce che rivela una storia comune. Il villaggio, la partenza, i soldi, i figli, il lavoro, la fatica e la mancanza. Il sorriso e la consapevolezza di un’unica fine possibile. Perché, nonostante tutto, gli anziani di Dimen ne sono ancora convinti: «Non importa dove andrai, sempre tornerai al tuo villaggio natale, sempre tornerai a Dimen».

Mingong nasce nell’ambito del progetto Il Villaggio e la Città, la Cina alle prese con stessa, vincitore del bando Fuorirotta 2015, progetto di Andrea Segre, Matteo Calore e Simone Falso per viaggi non convenzionali. Distribuito da ZaLab, è stato presentato in anteprima al Festival di «Internazionale» a Ferrara 2016, selezionato e premiato in vari festival internazionali.

Giovedì 1° agosto alle ore 21 sarà proiettato Blank Lands (Italia 2016, 82’),

film documentario del collettivo Blank Lands

Tutte le epoche e storie hanno le loro terre bianche, territori non tracciati sulle mappe, avvolti dal mistero. Le terre bianche della Cina degli anni trenta erano le remote regioni ai confini occidentali, abitate nell’immaginario collettivo da “barbari cannibali”.

Zhuang Xueben, un giovane fotografo di Shanghai, fu il primo a raccontarle con migliaia di fotografie e ricchi diari, raccolti in dieci anni di viaggio, a partire dal 1934. Il suo lavoro all’epoca aprì una finestra su una Cina poco conosciuta, spesso inesplorata e avvolta da pregiudizi, rivelando la bellezza delle culture locali: Tibetani, Yi, Qiang, Tu, Salar sono solo alcuni dei gruppi etnici con i quali entrò in contatto e che riuscì a svelare con sguardo curioso e umano. Prima di sparire: inghiottito dai tumulti della rivoluzione culturale, il suo nome e il suo lavoro sono riemersi solo recentemente.

Nei giorni delle due proiezioni la mostra The Ground We Have in Common

sarà visitabile dalle ore 15 fino alla fine dell’evento.

L’esposizione, a cura di Patrizia Boschiero e Nicolas Vamvouklis, aperta fino a domenica 1° settembre 2019 (martedì-venerdì ore 15-19, sabato e domenica ore 10-13 e 15-19, ingresso libero), affianca alla componente documentaria l’esposizione di opere d’arte contemporanea. Partendo dall’esplorazione del paesaggio dei giardini del tè di Dazhangshan, il percorso mette in luce il contesto geografico e architettonico di un territorio che è storicamente il cuore delle coltivazioni della pianta del tè e della produzione della bevanda che ne deriva, la sua valenza storica e culturale. La mostra ripercorre inoltre idee e temi che hanno attraversato alcune delle precedenti edizioni del Premio Carlo Scarpa, con opere d’arte, materiali d’archivio, testi, fotografie, pubblicazioni e video. Unendo ricerca artistica e indagine paesaggistica, l’esposizione si snoda tra contributi di natura diversa ed esplora i linguaggi scelti da artisti contemporanei che indagano la nozione di giardino in senso ampio e quella della cura della terra.

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