Trasformare i rifiuti organici in energia in sole 5 ore? Da oggi si può con la start up HBI

La giovane e innovativa azienda trevigiana, formata da ricercatori ed ingegneri, volerà presto in Cina per stringere nuovi accordi commerciali e ottenere finanziamenti

Daniele Basso e Renato Pavanetto

QUINTO DI TREVISO A soli otto mesi dalla data di costituzione la trevigiana HBI Srl, la startup innovativa capitanata da Daniele Basso e Renato Pavanetto, sbarca a Pechino (Cina). Partenza prevista per domenica 21 Maggio da Venezia. HBI si è classificata alle semifinali del concorso “China Italy Innovation Entrepreneurship Competition 2017” che si terranno giovedì 26 Maggio a Tianjin, vicino a Pechino. Il concorso è promosso dall’International Technology Transfer Network ITTN, società del Ministero della scienza ed innovazione dello stato Cinese che ha lo scopo di promuovere il trasferimento tecnologico italo-cinese.

Nel frattempo però i due soci di HBI si sono dati da fare, creando una fitta agenda di appuntamenti, che li vedranno impegnati tutta la settimana in incontri B2B con importanti investitori e società cinesi. “Per noi è un gran risultato avere la possibilità di incontrare una realtà ed una cultura così affascinante come quella cinese”, dice Daniele Basso, CEO di HBI. “Fare business in Cina è complesso, ma le prospettive che abbiamo sono ottime. Il fatto di essere stati invitati in Cina è stata per noi la dimostrazione che la nostra tecnologia attrae molto, perché va a migliorare l’ambiente generando valore per la società. E questo è gratificante, considerando l’enorme lavoro che con Renato e tutto il nostro team stiamo facendo da mesi”.

HBI è una startup innovativa che lavora nel campo della green e circular economy ed è stata fondata da Daniele Basso (CEO), Renato Pavanetto (CFO) e dai suoi fratelli Massimo, Giancarlo e Andrea della ditta Carretta Srl di Quinto di Treviso. Del team fanno attualmente parte anche l’ing. Alberto Serena e Sara Sbroggiò. HBI ha messo a punto una tecnologia innovativa che, in sole 5 ore, trasforma gli scarti dell’industria agroalimentare (quali ad esempio, la vinaccia, gli scarti dell’agricoltura così come quelli della gestione del verde) in un bio-materiale, chiamato Greenpeat, utilizzabile sia come combustibile solido pulito ad alto rendimento, sia come condizionatore dei terreni (in sostituzione della torba fossile), sia come materiale filtrante o carbone attivo rinnovabile. “Quello che la natura fa in migliaia di anni, noi riusciamo a farlo in poche ore”, continua Basso.

Un progetto unico nel suo genere, applicabile sia ad impianti di ridotte dimensioni come, ad esempio, piccole e medie industrie alimentari, sia ad importanti stabilimenti industriali o a società di trattamento dei rifiuti. L’innovatività della tecnologia sviluppata dalla HBI srl di Basso e Pavanetto consiste nel riuscire a risolvere in modo efficace due problemi: quello del trattamento efficace degli scarti agroindustriali e quello dello sfruttamento di risorse fossili, contestualmente producendo un materiale ad alto valore aggiunto, completamente in accordo con i concetti di economia circolare ed economia verde. Inoltre, a differenza dei comuni processi di trattamento di questi scarti (compostaggio, digestione anaerobica, gassificazione, ecc.), questa tecnologia presenta rendimenti nettamente più alti, tempi di trattamento estremamente ridotti ed emissioni quasi del tutto trascurabili.

Nell’ultimo anno, HBI ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali, tra i quali il Premio Impresa Innovazione D2T (Trentino Sviluppo, Trento), il Premio Speciale “Green and Circular Economy” e il Premio Speciale “Bioeconomy” (Global Social Venture Competition, Milano), Premio Speciale Italeaf (Italeaf e Intesa San Paolo), Alimenta2Talents (PTP, Expo e Comune di Milano), il Premio Unicredit StartLab (Unicredit, Milano) e il Premio Speciale Gaetano Marzotto (Roma).

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