Da Conegliano e Valdobbiadene a Bordeaux: ricercatori e docenti a lezione di ecosostenibilità

Visita della delegazione del "Conegliano Valdobbiadene Città Europea del Vino 2016" all'Istituto di Scienze della Vite e del Vino dove i privati finanziano l'80% dell'attività e si lavora al biodistretto del vino

Un momento della visita a Saint Emilion

CONEGLIANO La soluzione alternativa a pestici ed erbicidi nemmeno i francesi l’hanno ancora trovata del tutto. Ma certo hanno armi molto più affilate per arrivarci: un centro di ricerca dove l’80% dei fondi arriva dai privati, l'ISVV di Villenave D'Ornon (a pochi chilometri da Bordeaux), che la delegazione di studio dalle terre del "Conegliano Valdobbiadene Città Europea del Vino 2016" ha visitato venerdì 24 febbraio. La delegazione del Conegliano Valdobbiadene composta da ben 18 delegati è stata accolta dal direttore dell’Unità di ricerca enologica Philippe Darriet, con il quale c’è stato un confronto sull’impatto sociale della viticoltura rispetto ai temi della sostenibilità ambientale, dell’approccio biologico e della ricerca dei geni resistenti in viticoltura.

I 18 partecipanti alla spedizione oltralpe, oltre ai Comuni della città europea del vino, erano membri della scuola enologica più antica d’Italia, del CREA ente di ricerca in ambito vitivinicolo e del CIRVE Università di Padova, dell’ITS Agroalimentare Veneto, dell’IPA Terre Alte del Veneto, del GAL Altamarca, dell’UNPLI VENETO Primavera del Prosecco Superiore, del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, del Comitato Candidatura UNESCO e di aziende del territorio come la Latteria Soligo, rimasti pienamente soddisfatti dalla visita allo ISVV, dove i docenti in visita hanno ritrovato loro studenti o dottorandi impiegati in attività di ricerca e dove sono presenti apparecchiature del valore di centinaia di migliaia di euro.

Temi, quelli dell'impatto sociale, della sosteninilità ambientale, dell'approccio biologico in viticoltura ripresi anche nella relazione del sabato a Bordeaux, a La Cité Du Vin (centro culturale e museo sensoriale, costato più di 80 milioni di euro, detto anche il Louvre della cultura enologica mondiale), dove il Direttore del Centro di ricerca per la viticoltura di Conegliano, Diego Tomasi, e l’architetto Leopoldo Saccon, membro del comitato scientifico per la Candidatura Unesco, hanno tenuto una conferenza pubblica, di fronte ad un auditorium tutto al completo. Il primo, in particolare, ha spiegato come oggi la gran parte della popolazione si stia molto documentando sui temi dell’inquinamento, dei pesticidi, e di come quindi, anche a seguito dei cambiamenti climatici, sia molto alta la sensibilità ambientale.

Un contesto che si regge su delicati equilibri, quello delle colline del Conegliano Valdobbiadene, soprattutto paesaggistici, che hanno nell’uomo un valido alleato, capace di plasmarle, coltivandole, rendendole un unicum fonte d’ispirazione di grandi artisti, dai pittori del Rinascimento Veneto, ai poeti del Novecento. La conferenza, che ha registrato il tutto esaurito, è stata aperta dal sindaco e presidente delle Città del Vino Floriano Zambon, il quale, insieme ai colleghi sindaci presenti, ha attribuito al direttore scientifico Véronique Lemoine e alla responsabile relazioni esterne Florence Manfrand, l’onoreficenza di ambasciatrice della Città Europea del Vino 2016 Conegliano Valdobbiadene regione del Prosecco Superiore.

La ricerca di conferme e di spunti di lavoro sono stati gli obiettivi della visita che la delegazione ha fatto nell'ultimo giorno di spedizione a Saint Emilion, comune situato a pochi chilometri da Bordeaux, nel dipartimento della Gironda. Primo paesaggio culturale in assoluto ad essere riconosciuto nel 1999 patrimonio dell’Umanità, uno dei 15 riconosciuti al mondo ad oggi, è stato teatro di un approfondito esame da parte della delegazione, che ne ha valutato sia aspetti legati alla viticoltura che alla storia, confrontandosi con realtà produttive locali e soggetti culturali. Una visita dalla carica simbolica, nell'anno della candidatura italiana del paesaggio culturale delle colline del Prosecco Superiore a patrimonio dell'Umanità.

Tra gli aspetti problematici evidenziati, gli effetti del riconoscimento UNESCO, che ha portato a moltiplicare in poco tempo il numero dei turisti nella regione di Saint Emilione. Effetti che ha potuto misurare anche il centro storico della stessa Bordeaux, registrata come prima destinazione turistica europea nel 2015 e oggi ancora tra le prime 10 in Europa.

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