Conte provoca Manildo: «Già piantati più alberi rispetto a tutto il suo mandato»

Il sindaco di Treviso punzecchia l'ex primo cittadino sul tema delle piantumazioni in città e promette telecamere e foto-trappole contro chi abbandona i rifiuti nei cestini pubblici

Viale alberato a Treviso (Foto d'archivio)

«A marzo 2020, dopo neanche due anni di mandato, avremo messo a dimora più alberi della giunta Manildo. Sono infatti 1947 le essenze che verranno piantumate contro le 1164 del quinquennio 2013-2018».

A dirlo è il sindaco di Treviso, Mario Conte, che dalla sua pagina Facebook lancia un'aperta provocazione all'ex primo cittadino del capoluogo di Marca. «La differenza tra alberi piantati e abbattuti - continua Conte - è di 1543 unità contro le 349 degli anni precedenti. Di fatto, nell'arco dei prossimi 4 anni potremo decuplicare il dato della sinistra. Queste, a mio parere, sono le buone pratiche per rendere la nostra Treviso sempre più verde e provare a migliorare ulteriormente quella classifica che ci vede fra le prime 10 città d'Italia per ecosistema urbano e fra le prime 20 per numero di alberi per abitante. La strada è quella giusta, ora dobbiamo continuare a lavorare con politiche ambientali lungimiranti e una programmazione attenta ed efficace finalizzata al miglioramento della salute di tutti. Inoltre, i cittadini potranno diventare protagonisti di queste best practices attraverso l'iniziativa "Adotta un Albero" che porterà altri 300 alberi in ambito privato».

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Foto-trappole per chi inquina

Il sindaco Conte è intervenuto anche su un altro problema molto attuale in città: l'abbandono sempre più frequente di sacchetti dei rifiuti nei cestini pubblici del centro. «Purtroppo sta prendendo sempre più piede il malcostume di abbandonare i rifiuti nei cestini pubblici - conclude il primo cittadino - Abbiamo iniziato il monitoraggio e faremo ancora di più: ho già parlato con il comandante della Polizia Locale Gallo e andremo a posizionare foto-trappole in diversi angoli della città. Non vogliamo incassare soldi delle multe, ma fare sì che le persone non continuino a gettare l’immondizia nei cestini».

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