Raccolta differenziata: Montebelluna sfiora il tetto dell’89%

Pubblicati i dati del Catasto rifiuti, il Comune trevigiano brilla per una crescita costante da ormai sette anni a questa parte. Entusiaste le autorità per il traguardo raggiunto

Dopo il recente riconoscimento di primo comune Rifiuti free sopra i 30mila abitanti da parte di Legambiente, Montebelluna segna un altro importante traguardo ecologico.

I dati pubblicati dal Catastorifiuti dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, evidenziano un risultato record per Montebelluna dove la raccolta differenziata ha toccato l’88,79%, un risultato in costante crescita dal 2011 quando la raccolta differenziata era ferma al 79.23 (+9,56%) e migliore anche rispetto a quello de 2016 (88,48%; + 0,31%). Nel dettaglio, su una popolazione di 31.258 abitanti, nel 2017 sono state raccolte 11.148,15 tonnellate di rifiuto differenziato pari a 356,65 kg pro-capite su un totale di rifiuto urbano di 12.555,89 tonnellate. Di questi rifiuti differenziati, il 44,3% è rappresentato da rifiuto organico, il 14,3% da carta e cartone e l’11,5% da vetro.

Commenta il vicesindaco, Elzo Severin: «Ancora una volta Montebelluna si rivela una città virtuosa ed i suoi cittadini attenti all’ambiente. E’ il segnale che oramai la raccolta differenziata è diventata una pratica consolidata e parte del normale vivere quotidiano. Vanno ringraziati i concittadini per questo impegno che sta dando risultanti sempre più soddisfacenti e positivi». Spiega Marzio Favero: «Questi dati che senz’altro fanno piacere ed il successo della raccolta differenziata sono la dimostrazione che a problemi complessi è possibile dare una risposta. Ma proprio questo deve indurre ad una riflessione. Se vi è stata questa crescita nella qualità e quantità della raccolta differenziata, lo si deve senz'altro al Consorzio Priula e a Contarina ma anche e in modo determinante all'affermazione di un nuovo modello culturale. La tecnica è serva della cultura e non viceversa. C’è stata una crescita nella consapevolezza dei cittadini dell’importanza di cooperare tutti assieme per salvaguardare l’ambiente dalle aggressioni di un modello socio-economico che è stato per troppi anni fondato su un consumo indiscriminato di risorse e sulla loro dissipazione. E’ il cambiamento di atteggiamento culturale quindi che deve attirare di più la nostra attenzione perché lo possiamo applicare anche in altre dimensioni, come nell'urbanistica piuttosto che nella dimensione del miglioramento termico delle abitazioni e nella scelta di mezzi meno inquinanti».

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