«Dai…forse riusciamo a fare tutta l’estate con parte della restera chiusa!»

L'opinione di un lettore

Peccato! È proprio un peccato che nessuno degli enti e delle istituzioni interessati, dal parco del Sile ai comuni di Treviso, Silea o Casier abbiano avuto il tempo in questi mesi per trovare una soluzione al costante e progressivo deterioramento di una delle più belle passeggiate della p(P)rovincia, forse della r(R)egione se non uno dei luoghi per storia paesaggistica e natura più suggestivi d’Italia. Questo lavoro di amputazione certosino quasi chirurgico che sta interessando la restera, prima un ponte di legno poi un intero tratto ora quasi cancellato dalle sterpaglie, poi un ponte in cemento, sta violentando una dei posti più amati e frequentati dai trevigiani, camminatori, runner pensatori o semplici passeggiatori che siano. Non è nemmeno un bel biglietto da visita verso l’esterno visto che orami questa zona di passaggio cicloturistico e soggiorno culturale ha anche un eco turistico nazionale ed internazionale.

Non so (ho meglio, lo so ma non è questa la sede adatta per stabilirlo e forse nemmeno il momento) chi debba (ma dovrebbero tutti) intervenire, sicuramente è più facile tagliare che cucire ma se uno ha bisogno di vestirsi forse non è la strategia più intelligente. Chiudere un ponte o una strada anziché manutentarla è sicuramente più rapido e redditizio ma non rende giustizia a chi vorrebbe godersi dei momenti di relax o benessere ampiamente giustificati dalla quantità di tasse versate a enti ed istituzioni che ogni volta  poco prima delle elezioni, qualsiasi esse siano, parlano di salute e rispetto del cittadino come di assolute priorità! La celerità con cui crescono siti residenziali o vengono cancellati i graffiti stride con la lentezza con cui invece vengono risolte le criticità a cui va incontro il semplice cittadino o cittadino semplice come preferite, ogni giorno nel percorrere o nel tentativo di farlo il lungo Sile nella sua interezza.

Forse anche le recenti aggressioni o molestie registrate in alzaia sono riconducibili, almeno in parte, all’incuria ed alla trascuratezza riservata a questa zona, la teoria delle “finestre rotte” avrebbe dovuto o meglio dovrebbe insegnarci qualcosa in proposito. Non ho competenze specifiche ma, non credo che lo sfalcio un po' più accurato la sistemazione di un ponte, il ripristino di alcune passerelle un’asfaltatura più omogenea possano azzoppare, come invece fanno con le persone, un bilancio di un comune o di un ente che hanno tra le proprie finalità, nello specifico la tutela del parco del Sile e più in generale la tutela dell’ambiente e delle persone che lo frequentano. Confido per cui sui nostri fidi governanti di qualsiasi orientamento senza alcuna eccezione o distinzione tutti sempre sensibili all'ambiente alla salute del cittadino ..tenuto conto anche che chi cammina in restera prima o poi arriverà alle urne. Qualora nel frattempo si sia provveduto al ripristino e riqualificazione dell’area sopracitata vi prego di ritenere nulla questa richiesta .

Pierluigi Rasera

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