Autismo: ricerche e buone pratiche al convegno della cooperativa Castel Monte

L’evento si è tenuto alla fattoria sociale “El Contadin” di Castelfranco Veneto. Oltre ai vertici, agli operatori della coop, hanno portato un contributo i rappresentanti delle famiglie, di Ulss2, INPS Treviso, Unindustria Venetocentro, Istituti Filippin e Conferenza dei Sindaci.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Le parole chiave sono co-progettazione, condivisione, comunità, ricerca e innovazione, autonomia delle persone disabili, servizi di prossimità, rete. Si è parlato di buone pratiche e di progettazione socio-sanitaria locale nell’ambito dell’autismo al convegno "Non lo sa fare. Deve imparare a farlo" che si è tenuto venerdì 31 gennaio nella sede della fattoria sociale “El Contadin” di Castelfranco Veneto.

L’incontro era organizzato dalla cooperativa sociale Castel Monte, che nell’ambito delle sue attività gestisce un diffuso servizio di assistenza domiciliare per le famiglie e le persone autistiche del territorio e in particolare una comunità per adulti autistici a Cavaso del Tomba che si chiama “Casa del Campo". Ovvero un luogo di alta socializzazione, al cui interno la coop avvia e gestisce numerosi progetti di inclusione sociale delle persone disabili e fragili. “Ogni anno, in concomitanza con le Giornate mondiali sull'Autismo e sulla Disabilità volute dall'Onu – ha coordinato i lavori il presidente della coop, Giuseppe Possagnolo – Castel Monte promuove un convegno studio per riflettere seriamente sulla tematica dell’autismo, specie considerando l’aspetto degli adulti. Quest’anno il focus era sull'inserimento sociale delle persone autistiche, tramite la loro autonomia operativa, sia per il loro accudimento che nel lavoro. Per questo abbiamo voluto al nostro fianco le famiglie, il mondo dell'impresa, del lavoro, del socio-sanitario e della previdenza, oltre agli amministratori locali, coi quali collaboriamo quotidianamente per raggiungere buoni risultati di riabilitazione e di assistenza alle persone affette da autismo. Nei prossimi anni si prevede infatti un aumento di giovani, oggi al di sotto dei 18 anni, che diventeranno maggiorenni, con una conseguente necessità di inclusione nel mondo del lavoro di persone autistiche”. Nella provincia di Treviso gli utenti affetti da sindrome di autismo attualmente presi in carico dall’Ulss 2 Marca Trevigiana sono 186, di cui: 5 bambini sotto i 2 anni di età, 58 nella fascia 3-5 anni, 46 dai 6 ai 10 anni, 32 dagli 11 ai 14 anni, 31 dai 15 ai 17 anni, 14 sopra i 18 anni. Il fenomeno è comunque ben più ampio e in aumento, come ha spiegato George Louis Del Re direttore dei servizi socio-sanitari dell’Ulss 2. Il quale ha aggiunto: “L’Ulss 2 Marca Trevigiana, insieme a quella di Verona, è stata indicata dalla Regione Veneto per progetti operativi di inclusione sociale di persone autistiche nel sociale e nel mondo del lavoro”. Questioni di cui si discuterà anche nei tavoli di lavoro in preparazione dei nuovi Piani di Zona socio-sanitari 2020-2022, progettazioni alle quali partecipano attivamente le Amministrazioni comunali, come ha ricordato Lisa Tommasella, vicepresidente della Conferenza dei Sindaci Ulss 2 Marca Trevigiana, nonché sindaco del Comune di Codognè. Un altro passaggio importante del convegno sono state le testimonianze di responsabili e operatori della coop Castel Monte che lavorano nella comunità alloggio “Casa del Campo”, in progetti con le scuole e con le famiglie del territorio. Sono intervenuti inoltre gli educatori dell’Istituto Filippin di Paderno del Grappa e la mamma di Capitan America, così è stato chiamato un vivace e intelligente bambino autistico, seguito da Castel Monte, che frequenta la scuola d’infanzia del Filippin. Centrale è stato poi l’intervento del prof. Lucio Moderato, grande esperto di autismo, direttore dei Servizi Innovativi per l'autismo della Fondazione Sacra Famiglia di Milano, struttura all’avanguardia in tema di autismo e disabilità, con la quale Castel Monte ha un consolidato rapporto di collaborazione. “L’autismo non è una malattia, non passa come un’influenza,– ha dichiarato Moderato – l’autismo è una condizione che accompagna le persone e le loro famiglie per tutta la vita, dalla culla alla bara. Per questo è fondamentale aiutarle in processi di abilitazione e di autonomia fin da piccolissimi, in casa e a scuola, con diagnosi precise e precoci, con servizi di prossimità, con interventi altamente personalizzati, a lungo e a largo spettro. Un altro concetto fondamentale è l’ottica di sistema tra famiglie, servizi socio-sanitari, pediatri e medici, scuola, società in genere”. Proprio per questa logica di rete è intervenuta al convegno Cristina Bettin, in rappresentanza di Massimo Bottacin consigliere di Assindustria Venetocentro, imprenditori di Padova e Treviso, che ha riconfermato la collaborazione del mondo imprenditoriale per l’inclusione delle persone con disabilità. Infine, importante il contributo di Marco De Sabbata, direttore generale di INPS di Treviso, struttura pubblica del sociale molto attiva verso il mondo della disabilità, che ha raccontato come a Treviso sia in fase di attivazione uno Sportello Unico per le Famiglie, a supporto proprio dei nuclei famigliari con persone affette da disabilità. Per De Sabbata un altro concetto fondamentale è quello “di coinvolgere attivamente le aziende in progetti a valenza sociale, perché quando si parla di responsabilità sociale e di reputazione sociale delle imprese si parla esattamente di questo: ovvero che le nostre esistenze sono collegate e che davvero possiamo incidere positivamente e migliorare le nostre comunità sociali solo se ciascuno ci mette il contributo e il massimo impegno nel fare la sua parte, a partire dal mondo delle imprese”.

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