Ondata di maltempo sulla Marca: alluvioni e nevicate, inizia la conta dei danni

Dalle prime ore di domenica il trevigiano è stato investito da grandine, pioggia e vento, soprattutto nelle zone del castellano e della Pedemontana. Neve, invece, sulle Dolomiti

Una delle alluvionate a Castelfranco e il Rifugio Posa Puner sotto la neve

Ancora maltempo sulla Marca trevigiana. Dalle prime ore di domenica, infatti, il trevigiano è stato investito nuovamente da grandine, pioggia e vento, soprattutto nelle zone della della Pedemontana e del castellano dove è stata duramente colpita l'area di Bella Venezia a Castelfranco Veneto, i cui corsi d'acqua sono già straripati, creando non pochi disagi alle abitazioni del posto, tanto da dover richiedere l'intervento dei vigili del fuoco per alcuni allagamenti. Sul posto anche la polizia locale e i carabinieri che hanno immediatamente bloccato l'accesso alla strada principale per motivi di sicurezza. Danni e allagamenti si sono poi registrati anche a Treviso (lungo l'ultimo milgio della Treviso-Ostiglia), Riese Pio X e Zero Branco (in via Sant'Antonio e in zona Sant'Alberto) mentre a Monfumo i pompieri sono intervenuti nuovamente, come già durante la giornata di sabato, per il taglio di alcune piante cadute lungo le arterie comunali. Sotto diversi centrimetri di neve, invece, il Rifugio Posa Puner a Miane (rimasto senza corrente elettrica), tanto che il tratto di strada da Pianezze a Malga Budoi fino al rifugio non è transitabile per forti raffiche di vento e cumuli di neve importanti, mentre in quota le temperature sono tornate sotto lo zero.

Anche nell'asolano ci sono stati interventi a causa di caduta piante, principalmente in via Ca' Falier e Via Ca' Giupponi, che hanno tranciato i cavi di distribuzione dell'energia elettrica, lasciando diverse famiglie senza corrente. Anche in questo caso presenti sul posto il sindaco Mauro Migliorini, la protezione civile, i vigili del fuoco, i carabinieri e i tecnici dell'Enel per ripristino viabilità, messa in sicurezza e ripristino linea elettrica. Inoltre, il sentiero che costeggia la Roggia Musonello e il Muson, dal Maglio di Pagnano al Casonetto, è interrotto e nei prossimi giorni il Comune provvederà al ripristino del percorso e alla messa in sicurezza del tratto interessato. Il guasto è comunque importante: e per questo è stato fatto arrivare un gruppo elettrogeno per ridare l'energia dovuta, entro il pomeriggio di domenica, a ben 42 famiglie rimaste al buio.

Per quanto concerne l'area dolomitica, invece, su Cortina e le zone limitrofe sono caduti oltre 40 cm di neve e i passi dolomitici in gestione da Veneto Strade sono stati chiusi dal pomeriggio.  Per il forte vento, che crea cumuli di neve sulle strade, è stata poi chiusa al transito la SP 24 “del Passo Valparola” dalla località Passo Falzarego fino al confine con la provincia di Bolzano. Chiusa anche la SP 31 “del Nevegal” dalla località “Al Cristo” fino alla località “Pus” per schianti che interessano l’intera sede stradale, provocati dalla neve accumulata sui rami. Brutte notizie arrivano anche da San Vito di Cadore (BL), che è stato epicentro di un terremoto di magnitudo 2.1, e dalla frana di Lamon Palit che si sta muovendo con estrema rapidità: “Lunedì dovremo necessariamente intervenire su questo tratto, pur di competenza comunale – spiega il direttore generale di Veneto Strade, Silvano Vernizzi – la situazione è molto preoccupante, stiamo monitorando la frana. Non ci aiuta certo questo tempo, speriamo in un miglioramento delle condizioni meteorologiche nelle prossime ore”.

“I tecnici di Avepa, che ho mobilitato fin da ieri sui territori colpiti dal maltempo, stanno continuando sopralluoghi analitici e puntuali sulle coltivazioni e i vigneti colpiti dalle grandinate”. Lo comunica il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, che ha ricevuto in queste ore dal direttore di Avepa, Fabrizio Stella, un primo report sull’esito dei sopralluoghi. L’area interessata parte da Nicolino, Vidor, San Giovanni, Santo Stefano, Guia, Campestre, Miane, Follina (Farrò e Valleverde risultano ad oggi le zone più colpite), con una “coda” fino a Rolle. Sopralluoghi approfonditi sono in corso anche nella zona della Pedemontana vicentina per i danni ad altre colture. “I tecnici di Avepa sono a disposizione qualora giungessero le segnalazioni - prosegue il Presidente del Veneto - da parte dei Consorzi, da singoli proprietari o dagli enti”. Per quanto attiene invece il decreto sullo stato di emergenza, “che ho firmato già ieri mattina - conclude il Governatore - attendiamo che i sindaci, come prassi, formalizzino il censimento dei danni a opere pubbliche, infrastrutture, impianti, eccetera”.

Nel frattempo, l’Assessore alla Protezione civile della Regione del Veneto ringrazia gli erogatori dell’energia elettrica che stanno provvedendo in questi giorni a rimborsare gli utenti rimasti senza il servizio nei giorni del maltempo di fine autunno. Nei giorni della tempesta Vaia, infatti, tra i diversi disagi non fu secondaria la mancanza di energia elettrica, cui si fece fronte con centinaia di generatori messi a disposizione nell'immediato da Enel: "In tale occasione sollecitammo subito anche gli operatori che forniscono energia elettrica - evidenzia l'assessore alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin - a provvedere ai rimborsi, come da normativa, affinché avvenissero in tempi brevi. In questi giorni stanno effettivamente arrivando nelle case le bollette con tali rimborsi. Un grazie quindi ai fornitori di energia elettrica per un atto che è stato compiuto senza indugi". "Anche in questo caso - conclude l'assessore - la macchina messa in piedi attraverso la cabina di regia coordinata dalla Regione ha dimostrato di aver funzionato con assoluta efficienza, così da arrecare i minori disagi possibili alla popolazione, che in eventi della portata di Vaia non potevano peraltro mancare".

LA SITUAZIONE A BELLA VENEZIA DI CASTELFRANCO

Piena lampo stamattina registrata nel torrente Avenale proprio in prossimità del tratto terminale, tra Bella Venezia ed il centro di Castelfranco, complice un rovescio temporalesco molto intenso concentrato sulla zona dei Prai di Castello di Godego e l'area immediatamente a nord di Castelfranco, su terreni già di per sè argillosi e saturi a causa delle precipitazioni dei giorni scorsi. La piena ha fatto registrare un picco alle 10.05 di +32 rispetto all'intradosso del ponte di via San Pio X, valore molto elevato in questo periodo, più frequente nelle piene autunnali. Il personale del Consorzio di Bonifica Piave reperibile è quindi intervenuto fin dalle 8.30, non appena le immagini radar della precipitazione hanno messo in luce una situazione anomala e potenzialmente pericolosa. Si è trattato di un evento temporalesco, la cui traiettoria e intensità non è prevedibile se non a ridosso dell'evento stesso.

Già comunque intorno alle 9 il torrente Brenton, che si unisce all'Avenale in via Ponte di Legno, poco a nord di Castelfranco, era stato deviato per la gran parte nel bacino di laminazione ricavato nella ex-cava di Riese Pio X e questo ha ridotto la portata e gli effetti per il centro storico di Castelfranco. Nello stesso tempo il Consorzio è intervenuto aumentando lo scarico nella cassa d'espansione di Castello di Godego, come previsto dal protocollo per la gestione delle piene del torrente Avenale. Le due operazioni hanno ridotto al minimo gli effetti: l'acqua è fuoriuscita dall'alveo dell'Avenale per brevi tratti in località Bella Venezia. Al momento non si segnalano situazioni di pericolo per persone o cose ed i livelli si stanno lentamente riducendo. In questo momento l'Avenale a Castelfranco, in via San Pio X è sceso di 50 cm circa. Il personale del Consorzio resta operativo ed in stato di attenzione per la pioggia prevista per domenica pomeriggio.

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