Damiano: «25 aprile, liberazione o occupazione? Liberateci da questa ricorrenza»

Il fondatore del movimento ultracattolico dei Pescatori di Pace e candidato per le Europee di Forza Nuova, torna sulla questione della festa della Liberazione e provoca: «La vera guerra oggi è delle lobby»

Lorenzo Damiano, fondatore del movimento ultracattolico dei Pescatori di Pace e candidato per le Europee di Forza Nuova, torna sulla questione della festa della Liberazione.

«Liberateci dal 25 aprile»

«Liberateci dal 25 aprile. Mi domando ogni anno se abbia ancora senso questo tipo di ricorrenza e analizzando i fatti in questo tempo mi interrogo. Durante il fascismo del primo ventennio ad esempio, l’Italia è diventata un fenomeno invidiato e purtroppo malamente copiato nel mondo. Questo non potrà mai essere cancellato. Nel 45’ in un boccone gli Stati Uniti, anche in modo discutibile sganciando bombe che ancora oggi restano nella memoria per atrocità, sono riusciti a prendere l’Italia e controllare l’Europa. Una condizione che se una volta, forse, poteva apparire come una liberazione oggi, tra basi americane sparse su tutto il territorio italiano e mondiale, e diktat più o meno occulti nella politica, sa molto di occupazione. Chi si permette di dissentire viene subito etichettato come razzista o fascista mentre guai a parlare di comunismo che ha commesso anche il doppio dei morti. Quindi parlare di liberazione, oggi, che senso ha? Forse è il caso di abolire questo tipo di ricorrenze e focalizzarci su altre di simile valenza . Perché non dare altrettanta importanza alla Grande Guerra del ‘15-’18 ad esempio? Dove pure l’Italia ha partecipato? O alla liberazione dal comunismo della Russia, dove sono morti tanti nostri italiani nei campi di concentramento russi? La guerra è sempre guerra e chi spara è sempre un assassino: o si ricordano tutte le guerre cui abbiamo partecipato, condannandole, altrimenti non ha senso».

«La guerra vera oggi è delle lobby»

Damiano infine chiude: «Come mai le banche internazionali, europee e americane, guidate da minoranze e lobby anche di stampo religioso, dominano e comandano le politiche di ogni stato contro la maggioranza del popolo riduncendolo alla fame e imponendo usi e costumi? Dov’è la libertà? Non c’è guerra più becera, è sotto gli occhi di tutti, distrugge interi Paesi, eppure nessuno ne parla. Ricordiamoci: in questo millennio non occorrono bombe per fare una guerra, basta la finanza, bastano le lobby per destabilizzare e mandare in rovina interi Paesi.  Su questa guerra, eppure, ho paura che non vedremo grandi levate di scudi: qualche slogan qua e là, certo, ma sfilare per ricorrenze anacronistiche, da parte dei nostri politici, temo sia molto più facile».

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«Occasione di propaganda»

Gloria Callarelli, nel direttivo di Pescatori di Pace e candidata anch’essa alle Europee per Forza Nuova, chiude: «Ho l’impressione che il 25 aprile, come del resto il primo maggio, sia diventato, in questo tempo, solo un’occasione utile a qualche forza politica o associazione per prendersi dello spazio mediatico. Un’occasione di propaganda insomma che autoalimenta posizioni ideologiche o in altre parole una scusa, l’ennesima, per condurre una battaglia politica di parte che non lascia spazio a posizioni diverse. E’ vero che la storia la scrivono i vincitori: ma sarebbe utile un’analisi fatta a 360 gradi per dipanare definitivamente ideologismi imperanti e conoscere una volta per tutte la verità».

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