Ambiente veneto, Zanoni: "La Regione è in ritardo su troppi obiettivi dell’Agenda 2030”

Il consigliere regionale: "Il rapporto di Veneto Sostenibile mostra una fotografia impietosa e il reddito delle famiglie povere cresce in misura inferiore al resto del Paese"

“Il rapporto Veneto Sostenibile ci restituisce una fotografia impietosa. La nostra Regione è in grave ritardo su troppi obiettivi ed è agli ultimi posti della classifica sulle questioni ambientali e territoriali”. Il commento è di Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente, dopo aver assistito in Prima commissione al report illustrato dalla dottoressa Bramezza e dai funzionari del Sistema statistico regionale e basato sui 17 obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, adottata il 25 settembre 2015.

“Anzitutto complimenti all’Ufficio statistica per il poderoso lavoro, che senz’altro ci sarà utile anche nei prossimi mesi. Da una prima lettura, il dato che appare in assoluto più allarmante è quello dell’inquinamento dell’aria: in Veneto le centraline che registrano oltre 35 giorni di sforamento annui dei limiti di Pm10 (le polveri sottili) sono pari al 90,5% contro la media italiana del 34%. Ecco perché nel prossimo bilancio presenteremo emendamenti  per incentivi alla rottamazione di vecchie auto, stufe e anche autobus - fa sapere il consigliere Pd - Per quanto riguarda l’Obiettivo 15, ‘Vita sulla Terra’ ovvero uso sostenibile dell’ecosistema, tutela foreste, tutela biodiversità, ci siamo fatti superare da regioni come Calabria, Sardegna e Basilicata e siamo allo stesso livello di Campania e Puglia. Di fatto siamo l’unica regione del Nord, la Padania di bossiana memoria, assieme alla Lombardia ad essere in grave ritardo sull’adozione di misure utili a raggiungere questo obiettivo Onu. E nel corso degli anni anziché migliorare, abbiamo fatto passi indietro. Nel 2010 avevamo un punteggio di 75,6 nel 2017 (ultimo dato utile) siamo al 73,6. Un peggioramento certificato dal rapporto Ispra 2018, ma secondo la Lega e i suoi alleati il rimedio è quello di ridurre le superfici dei Parchi! Anche qua abbiamo pronti degli emendamenti specifici per piantare almeno un milione di alberi in tutto il Veneto, quasi uno a famiglia. Neppure sulle emissioni di gas serra siamo promossi: tra il 2005/20015 la diminuzione è del 24,6%, sotto la media nazionale, che ha una performance del – 26,3%: occorrono incentivi per acquistare mezzi di trasporto meno inquinanti, ibridi e a metano”. 

Altra nota dolente, sottolinea ancora Zanoni è il biologico. “Siamo messi male, anzi malissimo. In Veneto abbiamo solo il 2,3 % della superficie agricola coltivata con questi metodi a fronte di una media italiana del 12,3%.  Perciò presenteremo in bilancio degli aiuti per un settore potenzialmente in crescita viste le richieste dei consumatori, ma poco sviluppato”. Il quadro, continua il consigliere democratico, non è confortante neanche sul fronte sociale e del benessere economico: “Il reddito delle famiglie povere in Veneto cresce in misura inferiore al resto del Paese, +3,1% contro 4,8%, invece quelle in stato di grave deprivazione materiale sono il 4,1% contro la media italiana del 10,1%. Una cifra sempre  troppo alta per un Veneto che si fregia del titolo di eccellenza e di locomotiva d’Italia”.

“Trovo singolare - aggiunge poi in chiusura -  il fatto che obiettivi importantissimi, dai cambiamenti climatici alla tutela del mare, non siano stati inseriti in questo rapporto nel quadro del ‘Posizionamento delle Regioni rispetto agli obiettivi dell’Agenda 2030’. Una regione come la nostra non può avere buchi neri proprio sull’indicatore dei cambiamenti climatici e non ci si può fermare davanti al fatto che  l’Asvis (Agenzia per lo sviluppo sostenibile) non l’abbia calcolato.  La Regione poteva adottare comunque altri indicatori. Abbiamo molto da fare, dobbiamo correre, ma siamo invece fermi su settori strategici e vitali per il futuro.  Zaia pensa solo a Prosecco, Olimpiadi, Autonomia, intanto rischiamo li lasciare le nuove generazioni col cerino in mano. Una Regione responsabile deve pianificare le propri politiche a lungo termine con interventi strutturali, soprattutto in settori come l’industria, l’agricoltura, i trasporti e l’energia, che possono contribuire molto nel ridurre le emissioni climalteranti”.

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