Treviso tappezzata di adesivi, ora contro il sindaco Giovanni Manildo

Spuntano nel centro città affissioni contro il primo cittadino, accusato di pensare a gay e immigrati. Tra le scritte: "Manildo non è il mio sindaco"

A Treviso è guerra a mezzo adesivi nel centro città: prima contro il collettivo Ztl, preso di mira con immagini raffiguranti il simbolo di divieto, all’interno del quale spuntava una nutria, ora a finire al centro dell’attenzione è il neo sindaco Giovanni Manildo a un mese dalla sua elezione.

Sugli adesivi compare la scritta: “Priorità a gay e immigrati, Manildo non è il mio sindaco”.

Dal recente cambio della giunta comunale, sono state molte le polemiche che si sono alzate in città, cominciate addirittura durante il periodo di campagna elettorale, che avevano colpito anche il candidato consigliere comunale Said Chaibi con offese razziste.

La tensione sale a Treviso che, tra adesivi e scritte sui muri, sembra spaccata in due. Nella giornata di martedì sono comparsi, inoltre, degli  striscioni contro l’ex primo cittadino Giancarlo Gentilini, che aveva più volte ripetuto di voler sterminare le nutrie. I cartelloni sono opera degli animalisti e sono stati attaccati al Sant’Artemio, sede della Provincia di Treviso.

Ignota l’identità di coloro che hanno sfidato il sindaco attraverso i nuovi adesivi in città. 

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