Anci: «Penalizzati i sindaci che governano bene e con responsabilità»

La presidente dell’associazione veneta dei Comuni, Maria Rosa Pavanello, ha commentato così la giornata di lavori che ha affrontato le recenti decisioni sui piani di ripiano per i Comuni in dissesto

Maria Rosa Pavanello

Si è tenuto oggi, giovedì, a Treviso il convegno organizzato dall’Associazione Comuni Marca Trevigiana sul tema “La situazione finanziaria dei Comuni e i meccanismi istituzionali di controllo: profili problematici ed evolutivi” nella sala consigliare della provincia di Treviso. Il convegno si è posto l’obiettivo di mettere in risalto le problematiche con le quali gli enti territoriali si confrontano nel contribuire ad assicurare il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica ed il correlato ruolo di controllo, svolto dalla Corte dei conti, quale garante costituzionale del coordinamento della finanza pubblica.

L’Anci Veneto è, da sempre, attenta al tema delle gestione delle finanze pubbliche che tocca da vicino le amministrazioni e rappresenta una materia complessa e delicata per i sindaci. La presidente dell’associazione veneta dei Comuni, Maria Rosa Pavanello, ha commentato così la giornata di lavori che ha affrontato le recenti decisioni sui piani di ripiano per i Comuni in dissesto: «La questione di fondo emersa che preoccupa i sindaci è la possibilità per gli enti in dissesto e pre – dissesto di spalmare il debito non in 10 anni, ma in un arco temporale lungo 30 anni. Si tratta di una decisione che è già sotto osservazione della Corte Costituzionale, ma che rischia di creare delle situazioni complicate complesse. Infatti vengono fatti ricadere sui sindaci futuri i buchi di bilancio, ma soprattutto il debito rischia di pesare sulle future generazioni. Si crea anche un problema di democrazia perché è difficile stimolare la partecipazione alla politica delle persone se fare il sindaco significa sedersi su una montagna di debiti».

La presidente Pavanello di Anci Veneto, poi, si unisce all’allarme lanciato da Mariarosa Barazza sulla paventata riforma del fondo di solidarietà comunale: «La preoccupazione è che si generi l'effetto di spalmare i disavanzi di una minoranza di enti, sulla maggioranza degli altri che hanno sempre gestito virtuosamente le risorse a disposizione. Il nostro timore è che gli avanzi di amministrazione della maggior parte degli enti locali che in questo Paese sono circa 8.000 servano a coprire gli enormi buchi dei circa 300 in seria difficoltà. Una logica che non possiamo permettere perché penalizza gli enti virtuosi e quei sindaci che governano bene e con responsabilità. E ci tengo a ricordare che in Veneto gli avanzi di amministrazione valgono circa 1 miliardo di euro e possono creare un incremento del PIL dello 0,7%».

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