Andrea Zanoni (PD): “No alla follia di un vitigno di Prosecco nella necropoli di Vidor"

Il consigliere regionale del Partito Democratico: "La Regione stanzi il contributo necessario per completare gli scavi archeologici”"

VIDOR “L’ultima follia di questa sbornia da Prosecco è quella di impiantare un vitigno nell’area della necropoli di Vidor. Un rischio concreto se la Regione non ripristinerà i finanziamenti per gli scavi archeologici”. A denunciare il possibile scempio è Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata.

La necropoli romana di Piazza Maor fu scoperta negli anni ’80 e rappresenta uno dei pochi rinvenimenti individuati nel Quartier del Piave. Un sito abbastanza imponente che occupava una superficie di quasi 3500 metri quadri, con resti datati tra il 199 a.C. e il 476 d.C. Si tratta di tombe ad incinerazione indiretta sia ad inumazione, disposte in strutture di pietre o laterizi oppure in semplici fosse. Bisognerebbe trovare i soldi per completare le operazioni, ma evidentemente la Regione ha altre idee o interessi.  Il Comune stanzia ogni anno duemila euro, ma dal 2011, come ha detto anche il sindaco Albino Cordiali, le richieste alla Giunta per un contributo da 20mila euro cadono nel vuoto. E alla fine, su pressione dei proprietari, l’amministrazione di Vidor ha deciso di fare domanda per lo svincolo dell’area. L’ultima parola spetta alla Soprintendenza, ma sotto quel terreno ci sarebbero ancora dei resti, motivo per cui al momento non possono essere fatti lavori di altro genere”.

“Lo stallo però - conclude il consigliere dem trevigiano - non può essere eterno e c’è il pericolo che  alla fine venga dato il ‘via libera’ permettendo magari che si coltivi uva per il Prosecco, visto che diversi produttori avrebbero già messo gli occhi sull’area. Spero che la Regione comprenda l’importanza del sito archeologico di Vidor e stanzi le risorse necessarie per tutelarlo invece di lasciare spazio all’ennesimo vitigno di glera, ormai poco sostenibile anche da un punto di vista ambientale”.

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